Matteo Renzi scioglie la riserva: lascio il Pd e costruisco una casa nuova. Ecco chi lo segue

Al Senato sono in dieci per il momento: Bonifazi, Bellanova, Comincini, Ginetti, Grimani, Cerno, Marino, Faraone Renzi e Nencini (anche se una nota del Psi fa sapere che quest’ultimo “e’ e resta socialista”). Sempre di Nencini verra’ utilizzato il contrassegno e il simbolo per costituire una nuova formazione a Palazzo Madama, anche se occorrera’ intraprendere una discussione sulla norma che disciplina la nascita di gruppi autonomi. Alla Camera dovrebbero essere molti di piu’ i renziani pronti a strappare. C’e’ chi prevede che siano almeno 25. Matteo Renzi prima in un’intervista ad un quotidiano poi dal salotto di Porta a Porta sciogliera’ la riserva. Omai la scissione e’ cosa fatta. L’ex presidente del Consiglio spieghera’ le ragioni politiche per le quali ha deciso di abbandonare il Pd, sosterra’ che il Partito democratico si e’ spostato troppo a sinistra, che ha rinnegato alcune riforme importanti come quella costituzionale e il job Act, rimarchera’ la necessita’ di presidiare il campo dei moderati, ovvero un centro che possa poi portare avanti battaglie in modo autonomo. Renzi rivendichera’ anche di aver fatto il primo passo per la costituzione di un governo giallo-rosso. Un conto pero’ e un’alleanza per salvare i conti del Paese, un altro e’ sposare la tesi secondo cui e’ ora necessario un connubio tra Pd e 5stelle sul territorio. L’ex presidente del consiglio e’ contrario ad un matrimonio tra dem e pentastellati ma ribadira’ di voler essere fedele al governo e confermera’ la fiducia nel premier Conte. Nella sede del governo si attende la mossa di Renzi e soprattutto di capire se il ‘fattore R’ sara’ destabilizzante per la maggioranza e per l’esecutivo. il timore che gruppi autonomi possano ledere la navigazione del governo c’e’, ma Conte punta prima a stringere sulle partite portate avanti in questi giorni, a partire dal tema dell’immigrazione – mercoledi’ e’ previsto il bilaterale con Macron – e poi con la legge di bilancio (nello stesso giorno il premier incontrera’ i sindacati). Renzi avrebbe chiamato Conte per rassicurarlo. Nessuno – questo il suo ragionamento – vuole mettere a rischio il governo. Ad attendere l’operazione del senatore di Firenze sono anche Zingaretti e Di Maio. Per la maggioranza dem la mossa di Renzi e’ inspiegabile, non ha un motivo politico. In questi giorni ci sono stati diversi appelli da parte dei big dem – Franceschini in primis – affinche’ Renzi tornasse sui suoi passi ed e’ forte anche il pressing da parte di Base riformista, con Guerini e Lotti impegnati in un’opera di convincimento sui deputati e i senatori di stretta osservanza renziana. L’operazione di Renzi partira’ prima alla Camera e poi al Senato. Alla Camera il capogruppo dovrebbe essere Marattin, mentre al Senato si fa il nome di Faraone. I renziani sono impegnati in queste ore nella costituzione dello Statuto del movimento che dovrebbe chiamarsi ‘Italia del si”. Per ora non e’ previsto l’approdo di esponenti di Forza Italia ma fonti parlamentari dem rivelano che 7-8 senatori sarebbero pronti piu’ avanti ad entrare nel gruppo. “Meglio fare il gruppo subito e mettere le cose in chiaro all’inizio”, spiegano i renziani che mercoledi’ dovrebbero uscire dal gruppo Pd di Montecitorio. Dopo qualche giorno tocchera’ ai senatori.

Stamane arriva l’addio ufficiale a mezzo Facebook:

“Ho deciso di lasciare il Pd e di costruire insieme ad altri una Casa nuova per fare politica in modo diverso. Dopo sette anni di fuoco amico penso si debba prendere atto che i nostri valori, le nostre idee, i nostri sogni non possono essere tutti i giorni oggetto di litigi interni. La vittoria che abbiamo ottenuto in Parlamento contro il populismo e Salvini è stata importante per salvare l’Italia, ma non basta. Adesso si tratta di costruire una Casa giovane, innovativa, femminista, dove si lancino idee e proposte per l’Italia e per la nostra Europa. C’è uno spazio enorme per una politica diversa. Per una politica viva, fatta di passioni e di partecipazione. Questo spazio attende solo il nostro impegno.
Lascio le polemiche e le dietrologie a chi sta nei palazzi. Io sorrido a tutti e auguro buon ritorno a chi adesso rientrerà nel Pd. E in bocca al lupo a chi vi resterà.
Per me c’è una strada nuova da percorrere. Lo faremo zaino in spalla, passo dopo passo.
La politica richiede proposte e coraggio, non solo giochi di corrente. Noi ci siamo. Offriamo il nostro entusiasmo a chi ci darà una mano. Offriamo il nostro rispetto a chi ci criticherà. Ma offriremo soprattutto idee e sogni per l’Italia di domani.
Ci vediamo alla Leopolda”.
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