Senato, scontro Pd-Lega: M5S e Salvini separati

Metti un 13 agosto al Senato ‘riaperto per crisi’ e mai visto prima così: quasi al completo, con parecchi senatori abbronzati e altri appena coloriti perché precettati dalle ferie, e un ping pong fatto di urla, cori, frecciate e proteste perfettamente speculari per un’ora. Da un lato il Pd, i senatori di Leu e quelli del gruppo Misto. Di fronte i leghisti, stretti attorno al loro leader Matteo Salvini. In più, i due Matteo: l’ex vicepremier Renzi (in silenzio e ogni tanto con sorrisi ironici) e nei banchi opposti l’attuale Salvini, che più volte l’ha preso di mira. “Per Renzi avete vinto, non capisco questo nervosismo. Invidio certe abbronzature”, l’ha punzecchiato. Come frange laterali e molto più composti e silenziosi, gli ex alleati di governo del Movimento 5 stelle e gli ‘aspiranti’ nuovi alleati, alias Forza Italia e Fratelli d’Italia. In più, otto ministri del governo Conte, rigorosamente e plasticamente divisi: Salvini, Centinaio e Bongiorno seduti negli scranni della Lega, gli altri del Movimento al ‘loro’ posto, sotto la presidenza. Infine, un tabellone dei voti stra-fotografato quando Pd, Leu e M5s hanno bocciato insieme la richiesta di votare a breve la sfiducia al premier Conte, inaugurando graficamente una nuova maggioranza. Così è andata in scena la prima riunione di Palazzo Madama quasi ferragostana. Ufficialmente per votare e discutere il calendario dei lavori. In ballo, la sorte di un governo da separati in casa e del premier che comunque tra una settimana riferirà in Aula. A scaldare gli animi, l’intervento del vicepremier leghista. Alle prime parole di Salvini sulla convocazione straordinaria di Palazzo Madama, sono scattate le urla dei Dem: “Poveri parlamentari disturbati a Ferragosto!”, ha detto il ministro dell’Interno, facendo alzare in piedi i senatori di Pd e Leu. Altre proteste, stavolta contro il presidente del Senato Elisabetta Casellati per i tempi dell’intervento del vicepremier: troppo lungo secondo i Dem, che poi hanno rimarcato la richiesta di avere lo stesso tempo. “Ho dato a tutti lo stesso tempo”, si è difesa Casellati, alzando la voce. E il tono è sembrato piccato anche quando la capogruppo di Leu Loredana De Petris ha detto di essere stati richiamati in Aula da Salvini. “Sono io che convoco l’Aula” e non il ministro Salvini, ha puntualizzato il numero uno del Senato. Per il resto, non pervenute grandi reazioni da parte dei 5 Stelle e nemmeno delle opposizioni del centrodestra. Unica eccezione per gli applausi di alcuni 5S alla proposta di Salvini di votare la riforma costituzionale sul taglio dei parlamentari, prima di dire addio al governo del cambiamento che fu.

 

 

Fonte Foto: Profilo Twitter Senato

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