Elezioni: centrodestra tenta il blitz di ferragosto

Un blitz ferragostano: riaprire l’Aula di Palazzo Madama già questa settimana per chiudere subito la crisi di governo. E’ la mossa che il centrodestra tenta di mettere in campo, nella conferenza dei capigruppo del Senato, per evitare alle “truppe” avverse di organizzarsi e modellare un governo di scopo o di transizione. Lo concorda Matteo Salvini con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, che dovrebbe vedere martedì per far compiere il primo passo a un’alleanza fino a ieri negata. E’ la mossa che, con la promessa di un’infornata di seggi a ipotetiche elezioni a ottobre, compatta i gruppi di centrodestra. Nella consapevolezza che in conferenza dei capigruppo emergerà un asse tra M5s, Pd e gruppo Misto, possibile primo abbozzo di un tentativo parlamentare di un nuovo governo che rinvii le urne. Nonostante smentite e posizionamenti più o meno camuffati, più fonti in serata accreditano l’idea che ci sarebbero i margini in Parlamento per tentare la formula di una esecutivo sostenuto da M5s e Pd (ma anche sinistra e radicali), di scopo o “del presidente”, per mettere in salvo i conti e fare alcune riforme, a partire dal taglio dei parlamentari e da una legge elettorale. Nel Movimento, che ne discuterà in un’assemblea di gruppo, l’apertura sarebbe ampia, da Luigi Di Maio a Roberto Fico. Nel Pd, Nicola Zingaretti resta convinto che un governo di scopo rafforzerebbe Salvini, ma tra i dirigenti a lui vicini si apre a una prospettiva di legislatura. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella tace e osserva, nel suo ruolo di arbitro. Se, come si mormora da giorni, il premier Giuseppe Conte dovesse decidere di non restare a gestire, dopo le dimissioni, gli affari correnti (facendo decadere Salvini dal Viminale), si aprirebbe la via a un governo di garanzia, da nominare in fretta per traghettare il Paese al voto a ottobre (si ipotizza una figura tecnica, più che istituzionale). Ma se nelle consultazioni i partiti faranno emergere margini per una maggioranza a sostegno di un governo diverso in Parlamento, il capo dello Stato potrebbe avviare un’ulteriore riflessione e – secondo fonti parlamentari – valutare in concreto questa strada. E’ per non dare tempo a una soluzione del genere di maturare che il centrodestra ha fretta di chiudere la partita. Al presidente Elisabetta Casellati i capigruppo di Lega, Fdi e Fi chiederanno che calendarizzi subito l’informativa del premier Giuseppe Conte. M5s, Pd e Misto dovrebbero indicare la settimana che si apre il 19, nel tentativo di rinviare quanto più possibile. Senza unanimità, il calendario dovrebbe essere votato in Aula, dove pentastellati e Dem hanno più voti del centrodestra. Ma secondo qualcuno molto dipenderà dalle interpretazioni che Casellati darà delle norme regolamentari. Anche perché bisognerà decidere se, come e quando, mettere in calendario le mozioni di sfiducia del Pd a Salvini e della Lega a Conte. E se prima si quotava come data probabile il 20 agosto, ora non si esclude il blitz. Circola voce di dimissioni dei ministri leghisti per accelerare, ma dalla Lega smentiscono. Conte, in ogni caso, potrebbe scegliere di non farsi sfiduciare e dimettersi subito dopo aver reso la sua informativa. Per ora, mentre trascorre due giorni fuori Roma con la famiglia, mantiene il massimo riserbo sulle sue scelte future, anche se da Palazzo Chigi gli fanno sapere che una valanga di messaggi è giunta a suo sostegno. Per questa settimana, il premier conferma gli impegni istituzionali di martedì a Foggia e mercoledì a Genova, dove farà un intervento per l’anniversario del crollo del ponte Morandi. Un dato che fa salire l’allarme tra i leghisti: vuole rinviare il più possibile la sfiducia, commentano. Ma chi gli è vicino sottolinea che i tempi li decidono le Camere e, mentre prepara il discorso al Parlamento, Conte continua il suo lavoro. Potrebbe anche partecipare, il 24, al G7 di Biarritz, da dimissionario. E a lui dovrebbe spettare l’indicazione del nuovo commissario europeo per l’Italia, puntando sempre alla concorrenza ma con un nome non più leghista e, secondo i rumors, più tecnico, come Enzo Moavero o Giovanni Tria.