Camorra, 25 anni fa ucciso don Diana: prete-eroe che sfido’ Casalesi

“Per amore del mio popolo, non tacero'”. Queste le parole simbolo di don Peppe Diana, coraggioso presbitero della diocesi di Aversa assassinato dalla camorra per il suo impegno civile, religioso e antimafia che ha profondamente segnato la societa’ campana. “Voglia il Signore far si’ che il sacrificio di questo suo ministro, evangelico chicco di grano caduto nella terra, produca frutti di piena conversione, di operosa concordia, di solidarieta’ e di pace”, disse papa Giovanni Paolo II durante l’Angelus svoltosi il giorno dopo l’omicidio del parroco, avvenuto il 19 marzo 1994, 25 anni fa. Giuseppe Diana nacque il 4 luglio 1958 a Casal di Principe, nei pressi di Aversa, in Campania, e fu sempre molto legato al proprio territorio. Nel 1968, il giovane entro’ in seminario dove frequento’ la scuola media e il liceo classico, per poi continuare gli studi teologici nel seminario di Posillipo. Dopo essersi laureato in Teologia biblica e in Filosofia presso l’Universita’ Federico II di Napoli, nel 1982 Peppino fu ordinato sacerdote. Durante la sua carriera ecclesiastica, il presbitero divenne parroco della parrocchia di San Nicola di Bari in Casal del Principe e segretario del vescovo della diocesi di Aversa. Oltre ad essere assistente ecclesiastico del Gruppo Scout di Aversa, Peppino insegnava anche materie letterarie presso il liceo del seminario Francesco Caracciolo, nonche’ religione cattolica presso l’istituto tecnico industriale statale Alessandro Volta e l’Istituto Professionale Alberghiero di Aversa.