Carige, decreto lunedi’ in Aula Camera: ecco cosa prevede

Con l’ok della commissione Finanze della Camera a dare mandato al relatore per riferire in Aula sul Dl con gli interventi a sostegno di Banca Carige, il decreto si avvia verso l’esame dell’Aula di Montecitorio. Nell’aula della Camera il testo e’ infatti atteso l’11 febbraio mentre il 5 marzo in quella di Palazzo Madama. Rispetto al testo approvato dal Consiglio dei ministri l’8 gennaio, il provvedimento arrivera’ in Aula con una sola modifica. Durante l’esame in commissione, infatti, sono state respinte tutte le proposte di modifica tranne quella dei Cinquestelle (sul quale Lega e M5s hanno trovato un’intesa) che impegna il ministero dell’Economia e delle Finanze a trasmettere al Parlamento una relazione ogni quattro mesi per rendere pubblici i debitori di un certo peso della banca ligure i cui crediti sono caduti in sofferenza per un ammontare pari o superiore all’1% del patrimonio netto dell’istituto. Il decreto, che conta al suo interno 23 articoli, prevede garanzie pubbliche sulle nuove emissioni obbligazionarie di Carige (fino a un valore nominale di 3 miliardi di euro) e la sottoscrizione di azioni della Cassa di risparmio fino a 1 miliardo. Nello specifico, il decreto contiene uno stanziamento a bilancio da 1,3 miliardi di euro di cui un miliardo riservato alla sottoscrizione di azioni e 300 milioni sono gli oneri legati alla garanzie statali sulle passivita’ di nuova emissione. L’obiettivo del provvedimento e’ quello di evitare o porre rimedio a una grave perturbazione dell’economia e preservare la stabilita’ finanziaria.

GARANZIA DI STATO SU NUOVI BOND. Il Mef e’ autorizzato a concedere fino al 30 giugno 2019 la garanzia dello Stato sulle passivita’ di nuova emissione di Banca Carige, fino a un valore nominale di 3 miliardi. L’ammontare delle garanzie e’ limitato a quanto strettamente necessario per ripristinare la capacita’ di finanziamento a medio-lungo termine di Banca Carige. La garanzia dello Stato e’ onerosa, incondizionata, irrevocabile e a prima richiesta e copre il capitale e gli interessi.

GARANZIA SOLO DOPO OK UE. La garanzia e’ concessa dal Mef nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato, sulla base di una decisione positiva della Commissione europea sul regime di concessione della garanzia.

CONDIZIONI PER ACCEDERE ALLA GARANZIA. Per tutto il tempo in cui beneficia della garanzia Banca Carige non puo’ distribuire dividendi, effettuare pagamenti discrezionali su strumenti di capitale aggiuntivo di classe 1, riacquistare propri strumenti di capitale primario o aggiuntivo di classe 1, acquisire nuove partecipazioni.

LIQUIDITA’ DI EMERGENZA. Il ministro dell’economia e delle finanze puo’ rilasciare, inoltre, la garanzia statale sui finanziamenti erogati discrezionalmente dalla Banca d’Italia alle banche italiane per fronteggiare gravi crisi di liquidita’. PIANO DI RISTRUTTURAZIONE. A seguito dell’erogazione di liquidita’ e’ previsto che Banca Carige presenti un piano di ristrutturazione per confermare la sua redditivita’ e la capacita’ di raccolta a lungo termine senza ricorso al sostegno pubblico, in particolare per limitare l’affidamento sulla liquidita’ fornita dalla Banca d’Italia.

RICAPITALIZZAZIONE PRECAUZIONALE. Gli interventi di rafforzamento patrimoniale consistono in una ricapitalizzazione precauzionale pubblica e, a tale scopo, viene autorizzato il Mef a sottoscrivere o acquistare azione di Banca Carige, previa specifica richiesta dell’Istituto. Una ipotesi che secondo gli stessi Commissari di Banca Carige e’ da considerarsi come “misura ulteriore a tutela dei clienti, da attivarsi come ipotesi del tutto residuale”.

SOTTOSCRIZIONE E ACQUISTO AZIONI. Il Mef e’ autorizzato a sottoscrivere o acquistare entro il 30 settembre 2019, anche in deroga alle norme di contabilita’ di Stato, azioni emesse da Banca Carige che deve presentare la richiesta di erogazione del sostegno pubblico al ministero, alla BCE e anche alla Banca d’Italia con l’indicazione dell’importo della sottoscrizione delle azioni chiesta, l’indicazione dell’entita’ del patrimonio netto contabile, individuale e consolidato, alla data della richiesta e l’entita’ del fabbisogno di capitale regolamentare da colmare, il piano di ristrutturazione. Entro sessanta giorni dalla ricezione della richiesta di misure straordinarie di intervento statale la BCE, comunica al ministero e alla banca il fabbisogno di capitale regolamentare della medesima, emerso a seguito degli stress test. Il Mef puo’ solo sottoscrivere azioni di nuova emissione, e non anche azioni rivenienti dall’applicazione delle misure di burden sharing (ovvero le misure di riparto degli oneri del salvataggio con azionisti e obbligazionisti).

PROGRAMMA DI RAFFORZAMENTO La possibilita’ di Banca Carige di chiedere l’intervento dello Stato e’ subordinata alla preventiva sottoposizione di un programma di rafforzamento patrimoniale all’Autorita’ competente (BCE). L’Autorita’ e’ tenuta a valutare l’adeguatezza del piano a conseguire l’obiettivo di rafforzamento patrimoniale. Se il programma dovesse risultare insufficiente a conseguire l’obiettivo di rafforzamento patrimoniale, la banca puo’ presentare la richiesta di intervento dello Stato. RISORSE FINANZIARIE. Nello stato di previsione del ministero dell’economia e delle finanze e’ istituito un Fondo con una dotazione di 1,3 miliardi di euro per l’anno 2019, destinato alla copertura degli oneri derivanti dalle operazioni di sottoscrizione di azioni effettuate per il rafforzamento patrimoniale nel limite massimo di 1 miliardo di euro e dalle garanzie concesse dallo Stato su passivita’ di nuova emissione e sull’erogazione di liquidita’ di emergenza a favore di Banca Carige.