Sondaggi, AGI/YouTrend: Lega-M5S al 57% e Pd in lieve recupero

La situazione politica appare piuttosto stabilizzata nella Supermedia di questa settimana, con la Lega prima al 31,6%, il Movimento 5 stelle che segue al 25,9% e il Pd terzo al 17,6%, quindi Forza Italia (9%), Fratelli d’Italia (4,2%) e Piu’ Europa (2,7%). L’area a sinistra del Pd (ex Liberi e Uguali) vale il 2,8%, mentre Potere al Popolo esattamente il 2%. Ci sono, come sempre, dei segnali “anomali” che non emergono dal dato aggregato, perche’ vengono “diluiti”, ma sono degni di nota. Cosi’, se la settimana scorsa M5s era in calo rispetto alle rilevazioni precedenti dei tre istituti considerati, questa settimana si segnala un calo della Lega di quasi 3 punti (-2,7% rispetto a un mese fa) rilevato dall’istituto Euromedia Research. Secondo altri sondaggi, pero’, il partito di Salvini rimane sopra la soglia del 32%, per cui il suo valore aggregato non ne risente piu’ di tanto. Significativo il dato del Pd, cresciuto di quasi un punto (+0,9%) rispetto a dicembre e che fa registrare un trend stabile o in crescita praticamente per tutti gli istituti. Cio’ si riflette in positivo su tutta l’area progressista: il centrosinistra “parlamentare” (centrosinistra piu’ ex LeU) ad oggi vale quasi il 24% dei voti. E’ ancora al di sotto dei risultati del 4 marzo, ma e’ in ripresa. La maggioranza Lega-M5s rimane ancora molto forte, sopra il 57%. Le difficolta’ delle ultime settimane non sembrano – per ora – aver intaccato il consenso verso i partiti di governo. Sara’ interessante vedere se e quali effetti sull’opinione pubblica avra’ il “caso Battisti”. Piu’ che sulla cattura in se’ – su cui e’ difficile registrare giudizi divergenti tra gli elettori – ha fatto molto discutere lo “show mediatico” con cui il Governo (e in particolare i ministri dell’Interno e della Giustizia, Salvini e Bonafede) ha accompagnato il rientro di Battisti in Italia dalla Bolivia e il suo trasferimento nel carcere di Oristano. Proprio su questo l’istituto EMG di Fabrizio Masia ha registrato una forte spaccatura, con una prevalenza di giudizi negativi: il 51% ritiene che vi sia stata una spettacolarizzazione eccessiva. In questo sondaggio anche un elettore su tre di Lega e M5s esprime un certo scetticismo verso l’operazione. Sul tema della Tav, tornato al centro dell’attenzione con manifestazioni di piazza a Torino, il bilancio dei sondaggi sembra sorridere ai favorevoli all’opera. Secondo varie rilevazioni (Piepoli, Euromedia, EMG) gli italiani pro-Tav sarebbero largamente piu’ numerosi dei no-Tav: dal 65 al 72 per cento a seconda dell’istituto. Alessandra Ghisleri (Euromedia) ha sottolineato come il dato sia sensibilmente in aumento rispetto a novembre, quando secondo il suo istituto i pro-TAV erano il 58%. Quanto all’ipotizzato referendum consultivo, quasi la meta’ del campione (42-46%) vorrebbe che la consultazione avesse portata nazionale, mentre solo uno su 10 ritiene che debba tenersi nel solo Piemonte. Il reddito di cittadinanza, nelle ultime rimodulazioni presentate dall’esecutivo, rischia di deludere molte aspettative. Nei sondaggi di Euromedia, EMG e Piepoli solo una percentuale compresa tra il 25 e il 29 per cento esprime un giudizio positivo o comunque soddisfatto. Va un po’ meglio al provvedimento su quota 100, che sarebbe promosso, secondo EMG, dal 53% degli elettori (e soprattutto dal 71% degli elettori della Lega e dal 70% di quelli del M5s). Nonostante la popolarita’ di questa misura, solo una parte dei cittadini che potrebbero averne diritto pensa di fare richiesta. Le indagini dell’istituto Piepoli e di Euromedia rivelano come solo il 27% di chi ha maturato i requisiti per quota 100 e’ intenzionato ad usufruirne. E questa potrebbe rivelarsi – per i conti dello Stato e per il Governo – una buona notizia. Sul fronte dell’opposizione e’ infatti iniziata la prima fase congressuale del Pd, con gli iscritti chiamati a votare per i candidati alla segreteria. Al momento sarebbe in testa il governatore del Lazio Nicola Zingaretti. Con oltre 8.000 voti raccolti da YouTrend sulla base delle comunicazioni giunte da 349 circoli, Zingaretti e’ al 45,1%, esattamente dieci punti avanti a Maurizio Martina (35,2%). In terza posizione il deputato Roberto Giachetti (13,9%), piu’ staccati Francesco Boccia (4,0%) e gli outsider Maria Saladino (0,9%) e Dario Corallo (0,8%). Secondo lo statuto del Pd, passeranno alla seconda fase (primarie aperte, fissate per il prossimo 3 marzo) solo i tre candidati piu’ votati, purche’ abbiano conseguito almeno il 5%, o in alternativa tutti i candidati con piu’ del 15%. Se questi dati venissero confermati fino alla fine, quindi, a sfidarsi sarebbero Zingaretti, Martina e Giachetti.
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