Papa Francesco: “Gioia e sofferenza siano realtà per ogni sacerdote”

 La sofferenza e la gioia: senza questi due sentimenti, non c’è vero sacerdote. Papa Francesco lo afferma nell’omelia della messa celebrata alla domus di Santa Marta in Vaticano, nel giorno in cui il calendario liturgico della Chiesa ricorda la figura di Don Bosco. “Per un sacerdote – afferma – la sofferenza è un segnale che la cosa va bene, non perché ‘faccia il fachiro’ ma per il coraggio di guardare la realtà con gli occhi di uomo e con gli occhi di Dio”. In tal senso, osserva il Pontefice, “il segnale che un prete va bene è la gioia: quando un prete non trova gioia dentro, si fermi subito e si chieda perché. I nostri preti – esorta – siano gioiosi. I sacerdoti non devono essere dei funzionari o degli impiegati, che ricevono ad esempio dalle 15 alle 17.30… ne abbiamo tanti di funzionari bravi che fanno il loro mestiere, ma il prete non è un funzionario, non può esserlo”. Il Papa invita poi a riflettere sul fatto che “c’è sempre il rischio di guardare troppo l’umano e niente il divino oppure troppo il divino e niente l’umano. Ma – avverte Francesco – se non rischiamo, nella vita non faremo nulla”.