Sondaggi, Agi/Youtrend: la Lega cresce ma la manovra non ‘scalda’

La Lega continua a crescere nelle preferenze degli italiani e il distacco dall’alleato di governo M5s arriva a sfiorare i 6 punti percentuali. Ma c’e’ un elemento che i partiti di maggioranza non possono trascurare, vale a dire le preoccupazioni degli italiani per i conti pubblici che li rende molto tiepidi nei confronti della manovra varata dall’esecutivo. Andiamo per ordine. Dalla Supermedia settimanale elaborata da YouTrend per Agi, emerge un Carroccio in gran salute con il 31,8% dei consensi, in crescita di oltre un punto e mezzo rispetto a due settimane fa. Tendenza opposta per il movimento pentastellato che flette di mezzo punto scendendo al 26,1%. Il risultato e’ un nuovo record nella distanza fra i due partiti che ora arriva a 5,7 punti percentuali. Tra gli altri partiti e’ da segnalare il Pd che si attesta al 17,3% e per la terza settimana consecutiva cresce dello 0,2%. Si tratta di uno scostamento talmente debole e cosi’ poco significativo dal punto di vista statistico, che potrebbe benissimo trattarsi di una fluttuazione casuale. Ma e’ anche possibile – e non sarebbe da escludere – che la spiegazione risieda nell’apertura ufficiale del dibattito congressuale, che sfocera’ nelle primarie fissate per il 3 marzo 2019 e che potrebbe aver gia’ iniziato a incuriosire (se non a coinvolgere) elettori o ex elettori del PD. L’evoluzione del consenso alle aree politiche “aggregate” mostra una tendenza degna di nota: la differenza tra centrodestra (intesa come coalizione elettorale cosi’ come presentatasi agli elettori lo scorso 4 marzo) e Movimento 5 Stelle nell’ultimo mese si e’ accentuata notevolmente: se prima erano 15,7 punti oggi ce ne sono quasi 19. Ma se guardiamo alle aree “parlamentari” (maggioranza da un lato, opposizioni dall’altro) non notiamo alcuna variazione. Questo vuol dire che nelle ultime settimane il consenso verso il Governo si e’ mantenuto su livelli comunque molto alti (quasi il 58%) esclusivamente grazie alla crescita della sua componente di centrodestra, cioe’ la Lega. In ogni caso, l’incognita in questo momento e’ capire come si comportera’ l’esecutivo in relazione alla fatidica scelta: cambiare o meno la manovra di bilancio? Finora la maggioranza si e’ sempre dimostrata molto attenta all’opinione pubblica, il piu’ delle volte assecondando gli orientamenti prevalenti tra gli elettori cosi’ come emergevano dai sondaggi. Per questo e’ molto interessante vedere cosa pensano gli italiani di questa spinosa questione. Innanzitutto, gli italiani sono preoccupati per questa situazione. Lo rivela un sondaggio di Tecne’, realizzato la scorsa settimana, secondo cui il 62% si dichiara preoccupato per la bocciatura della manovra da parte della Commissione e il 59% (in aumento di 4 punti rispetto al mese precedente) teme che ci possa essere una crisi finanziaria se i mercati e lo spread dovessero surriscaldarsi eccessivamente. Probabile conseguenza sempre secondo lo stesso istituto, calano anche (dal 40% al 38) i giudizi positivo verso la manovra economica, mentre salgono di 3 punti (da 49 a 52%) quelli negativi. Che fare quindi con la manovra? Nel sondaggio realizzato da Antonio Noto per la trasmissione “Cartabianca”, il 58% degli italiani si dice favorevole a cambiarla per convincere l’Unione Europea (la Commissione e i governi degli altri paesi), mentre solo 2 su 10 sono a favore della linea della fermezza e la lascerebbero cosi’ com’e’. Numeri confermati dall’istituto EMG di Fabrizio Masia, secondo cui il 63% degli italiani e’ favorevole a cambiare la manovra “per evitare conseguenze peggiori” (e attenzione: la pensa cosi’ anche il 29% degli elettori della Lega e addirittura il 46% di quelli del M5S) contro un 30% secondo cui il Governo deve “tenere il punto”. Le stesse rilevazioni di EMG dimostrano come nelle ultime settimane il tema della fragilita’ dei conti pubblici italiani abbia raggiunto un’ampia fetta di italiani. Interrogati su quale debba essere la priorita’ del Governo, la maggioranza relativa (38%, in aumento rispetto al 35% rilevato una settimana prima) risponde “abbassare il debito pubblico”. Solo al secondo posto (19%) troviamo il superamento della legge Fornero con la quota 100, da sempre rilevato come uno dei provvedimenti piu’ popolari – quando non il piu’ popolare in assoluto – tra quelli annunciati dalla maggioranza giallo-verde. Ancora piu’ esigua – nonche’ in diminuzione – e’ la quota di chi pensa che la priorita’ principale sia il reddito di cittadinanza (14%) e la flat tax (12%). Insomma, tra gli italiani sembra essersi fatto largo una consapevolezza dei rischi che corre l’Italia dal punto di vista del bilancio pubblico. E anche se di questo, almeno per ora, non sembrano in alcun modo beneficiare i partiti di opposizione, si tratta comunque di un orientamento che il governo difficilmente potra’ ignorare.