Papa: oppressione dei deboli puo’ avere motivazioni religiose

“L’oppressione dei deboli fatta strumentalmente sulla base di motivazioni religiose” e’ stata denunciata da Papa Francesco nella catechesi che ha preceduto l’Angelus, dedicata alle “figure contrapposte” dello scriba, che “rappresenta le persone importanti, ricche e influenti”, e di “una povera vedova, la cui posizione sociale era irrilevante perche’ priva di un marito che potesse difendere i suoi diritti, e che percio’ diventava facile preda di qualche creditore senza scrupoli”. E proprio a coloro che “ostentano la propria posizione sociale, si fregiano del titolo di ‘rabbi’, cioe’ maestro, amano essere riveriti e occupare i primi posti” con “una ostentazione che e’ soprattutto di natura religiosa, perche’ pregano a lungo per farsi vedere e si servono di Dio per accreditarsi come i difensori della sua legge” si indirizzano le critiche di Gesu’ ed oggi quelle del Papa che condanna “questo atteggiamento di superiorita’ e di vanita’ che porta al disprezzo per coloro che contano poco o si trovano in una posizione economica svantaggiosa, come le vedove”. “Non sappiamo il suo nome, ma la troveremo in Cielo e andremo a salutarla sicuramente” quella donna che, ha ricordato il Pontefice, va a deporre nel tesoro del tempio due monetine, tutto quello che le restava, fa la sua offerta cercando di passare inosservata, quasi vergognandosi. Ma, “proprio in questa umilta’ ella compie un atto carico di grande significato religioso e spirituale. Quel gesto pieno di sacrificio non sfugge allo sguardo attento di Gesu’, che anzi in esso vede brillare il dono totale di se’ a cui vuole educare i suoi discepoli”. “Quando facciamo i pavoni, pensiamo a questa donna: ci fara’ bene”, ha suggerito a braccio Papa Francesco, per il quale “l’insegnamento che oggi Gesu’ ci offre ci aiuta a recuperare quello che e’ essenziale nella nostra vita e favorisce una concreta e quotidiana relazione con Dio. Le bilance del Signore sono diverse dalle nostre. Lui pesa diversamente le persone e i loro gesti: non misura la quantita’ ma la qualita’, scruta il cuore e guarda alla purezza delle intenzioni”. “La Vergine Maria, donna povera che si e’ donata totalmente a Dio, ci sostenga – ha pregato il Papa con la folla di piazza San Pietro – nel proposito di dare al Signore e ai fratelli non qualcosa di noi, ma noi stessi, in una offerta umile e generosa”.