Manovra, esame sprint per dl fiscale: ancora nodi sulla ‘pace’

Dopo aver perso per strada il condono, si apre una settimana decisiva per il decreto fiscale collegato alla manovra che si appresta a varcare il primo traguardo parlamentare al Senato con un esame sprint. In parallelo l’esame della legge di bilancio alla Camera entra nel vivo nel mezzo del braccio di ferro tra Roma e Bruxelles sui conti pubblici italiani. Mercoledi’ sara’ un giorno cruciale per le sorti della manovra: la Commissione esprimera’ un nuovo parere sul Documento programmatico di bilancio aggiornato inviato dall’Italia. I tecnici dell’esecutivo Ue stanno analizzando anche le risposte alla lettera che chiedeva spiegazioni sui “fattori rilevanti” che giustificano l’andamento del debito. La decisione sull’apertura della procedura per deficit eccessivo potrebbe arrivare gia’ in quell’occasione, anche se la data non e’ ancora stata ufficializzata. Da domani prendera’ il via in voto in Commissione Finanze di Palazzo Madama sui 578 emendamenti al dl fisco che dovrebbero essere scremati fino a circa 200, anche se il Pd ha annunciato che non ritirera’ il suo centinaio di proposte. L’obiettivo e’ di chiudere l’esame per giovedi’ mattina per consentire l’approdo in Aula nella stessa giornata, con due giorni di ritardo sulla tabella di marcia prevista inizialmente. Tra le novita’ in arrivo, le possibili correzioni alla riforma delle Bcc, che dovrebbero essere frutto di riformulazioni di proposte gia’ presentate dalla Lega che, tra l’altro, prevedono l’eliminazione, de facto, dell’obbligo di adesione delle Bcc ai gruppi unici, cardine della riforma del 2016. Sono molti ancora i nodi da sciogliere sul fronte della pace fiscale, ormai orfana della dichiarazione integrativa speciale. Tra i correttivi che si stanno studiando anche l’estensione della sanatoria agli avvisi bonari. Si valuta la possibilita’ di una definizione agevolata per gli omessi versamenti, misura che consentirebbe di mettersi in regola a chi ha dichiarato ma poi non e’ riuscito a versare le imposte. Si punta inoltre ad allargare il perimetro delle sanatoria anche a chi ha commesso errori formali. Un emendamento in corso di valutazione politica prevede infatti la definizione delle irregolarita’, delle infrazioni di obblighi o adempimenti a carattere formale commessi fino al 24 ottobre 2018 a condizione che non coincidano sul calcolo dell’imponibile per imposte dirette, Iva e Irap. Per mettersi in regola con il fisco si potra’ pagare una somma di 200 euro per ogni periodo d’imposta a cui si riferisce la violazione, da versare nel 2019 e 2020. Altra questione sul tavolo quella del ‘saldo e stralcio’. La misura annunciata non e’ ancora stata definita. L’ipotesi messa a punto dal sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri, prevede una sanatoria delle cartelle per i soggetti in difficolta’ con tre aliquote (6,10 e 25%) e un Isee fino a 30mila euro. Ma il governo potrebbe anche decidere di rinunciare all’operazione. Novita’ in arrivo anche sul fronte della rottamazione, che potrebbe allargarsi oltre i ruoli e i tributi erariali, e della sanatoria delle sigarette elettroniche, che potrebbe essere accompagnata da una detassazione per le imprese del settore. Tra le modifiche attese quella contenuta in un emendamento del relatore Emiliano Fenu (M5S) che prevede l’integrazione tra le reti di Tim e di Open Fiber. E sotto il faro di Bruxelles, la manovra prosegue il suo iter alla Camera sotto il peso di oltre 3.700 emendamenti che domani dovranno passare il vaglio delle ammissibilita’. Martedi’ si procedera’ a un’ulteriore scrematura con le segnalazioni dei singoli dei gruppo e da mercoledi’, giorno del giudizio Ue, dovrebbe prendere il via il voto. L’obiettivo e’ di concludere l’esame per consentire l’approdo nell’Aula di Montecitorio fra giovedi’ 29 e venerdi’ 30 novembre.