Regionali in Abruzzo, è sfida tra i candidati presidenti: ecco i nomi

Il giorno dopo l’annuncio della data delle prossime elezioni regionali in Abruzzo, il 10 febbraio 2019, non si smorza l’eco delle polemiche da parte delle opposizioni. Il centrodestra con i coordinatori regionali Nazario Pagano (Fi), Giuseppe Bellachioma (Lega), Etel Sigismondi e Giandonato Morra (Fdi) ed Enrico di Giuseppantonio (Udc), valuta il ricorso al Tar ritenendo “inaccettabile la volontà del Pd di procrastinare fino al 10 febbraio del 2019”. Per il Movimento 5 stelle significa bloccare l’Abruzzo per un altro anno. “Vergognosa la scelta di fissare per il 10 febbraio 2019 le elezioni regionali in Abruzzo. Gli abruzzesi non possono essere ancora ostaggio del Pd e hanno il diritto di scegliere da chi essere governati. La posizione di Fratelli d’Italia è elezioni subito”, scrive su Facebook il presidente di FdI, Giorgia Meloni. Sulla stessa linea il senatore di Fi, Maurizio Gasparri: “Si voti entro novembre”. E mentre si scatena la bagarre sulla data, tutta da giocare, per il centrodestra e centrosinistra, la partita sui nomi dei candidati alla presidenza della Regione. Unico nome certo, scelto con le regionarie, quello di Sara Marcozzi per il M5s. Sul fronte del centrodestra, che ha rischiato di non correre compatto, si stanno aspettando indicazioni da Roma sul partito che sceglierà il candidato presidente nella logica di una ripartizione nazionale. Invece nell’ambiente del centrosinistra abruzzese, tra le opzioni più gettonate di queste settimane c’è quella che vedrebbe il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, l’abruzzese Giovanni Legnini, candidato alla presidenza della Regione. “A ottobre – aveva detto lo scorso sabato a margine di un evento – rifletterò sul mio futuro” sul quale, alla domanda dei cronisti, ha risposto di avere “più di una opzione”. Alle elezioni anticipate si è arrivati a seguito delle dimissioni, il 10 agosto scorso, del governatore Luciano D’Alfonso, eletto senatore con il Pd alle politiche dello scorso 4 marzo, dopo la convalida della carica da parte della Giunta per le elezioni di palazzo Madama. In conseguenza di ciò, l’ assemblea regionale è stata sciolta il 22 agosto scorso. Ma, dicono dalle fila del centrodestra, “lo Statuto prevede che si vada a votare passati i 90 giorni dallo scioglimento del Consiglio Regionale, non dopo 120”. Il verbale con la data delle elezioni è stato ratificato dalla Giunta regionale nel pomeriggio mentre la delibera – si è appreso – sarà pubblicata domani e, successivamente, a stretto giro, il presidente vicario Giovanni Lolli firmerà il decreto. Il costo delle elezioni è stato stimato in circa 8 milioni di euro.