Roma, Lega: da gruppo consiliare alla scalata del Campidoglio

 L’ultima consigliera municipale in ordine di tempo, Chiara Tacchia, e’ passata oggi nell’aula del Municipio V di Roma, le periferie del Prenestino, direttamente dal gruppo M5S a quello della Lega. Quasi a compiere una ideale staffetta tra i due partiti che sostengono l’attuale governo gialloverde di Giuseppe Conte. La consigliera va ad aggiungersi alla pattuglia di 11 colleghi gia’ presenti in altri Municipi e al gruppo in Campidoglio, che ha debuttato oggi – unico consigliere Maurizio Politi – in aula Giulio Cesare. Una novita’ assoluta, quella del Carroccio a Palazzo Senatorio, che certifica una volta di piu’ il mutamento di pelle del partito del vice premier Matteo Salvini, da formazione del Nord a vocazione secessionista a contenitore nazionale centrata sui temi sovranisti. Creata una base nelle istituzioni territoriali ora la Lega, sottotraccia, puo’ provare a lavorare nei prossimi ad una possibile scalata al Campidoglio. Ufficialmente i vertici locali della formazione di Salvini parlano solamente di un lavoro in corso “per creare un struttura territoriale” e per “proporre un percorso di cambiamento della citta’”. Niente occhi puntati sulle urne, dunque. Ma, forte del consenso riscontrato dalla formazione e dal suo leader in questa fase politica, la Lega sembra guardare con attenzione agli scenari politici che potrebbero aprirsi nella Capitale in autunno. Il 10 novembre, infatti, e’ attesa la sentenza di primo grado del processo per falso a carico della sindaca Virginia Raggi in relazione alla nomina di Renato Marra alla guida della Direzione Turismo del Campidoglio, incarico poi revocato. Se condannata, in base al codice di condotta M5S, la Raggi dovrebbe lasciare il suo incarico dopo appena meta’ mandato aprendo le porte alla terza campagna elettorale per il Campidoglio in tre anni. Uno scenario ipotetico, certo, ma di cui proprio la Lega potrebbe avvantaggiarsi, dopo aver gia’ ottenuto a marzo scorso alle politiche piu’ del 10% in tutte le periferie romane ed aver spuntato per la prima volta degli eletti nel Consiglio regionale del Lazio. Nel dialogo con le altre forze che compongono il centrodestra, il partito di Salvini partirebbe dunque da una posizione di forza nella scelta del candidato sindaco. Anche perche’ i 5 Stelle, in una ipotetica nuova prova elettorale in Campidoglio in base alla loro regolamentazione sul limite dei due mandati non potrebbero piu’ candidare buona parte dei componenti di spicco dell’attuale gruppo consiliare, facendo cosi’ tornare di attualita’ la ricerca di un nome di peso, come ad esempio Alessandro Di Battista, da mesi impegnato in un personale tour del Sud America. Mentre il Pd romano, al momento il gruppo piu’ numeroso tra le opposizioni, appare ancora impantanato nella disputa tra correnti seguita alla defenestrazione nel 2015 dell’ex sindaco Ignazio Marino. Tra gli ambienti Dem, in caso di voto anticipato, le speranze al momento sono legate a nomi dal curriculum solido come l’ex premier Paolo Gentiloni o l’ex ministro Carlo Calenda, creatore del Tavolo per Roma nella sua esperienza al Mise. A coordinare la Lega nel Lazio e’ il deputato Francesco Zicchieri, esponente con un passato politico a destra. Come lui buona parte di eletti e militanti romani del parito di Salvini vengono dalle fila di Fratelli d’Italia, dell’Ugl o dalla passata militanza in Alleanza Nazionale. Non a caso l’operazione che ha potato alla creazione del gruppo in Campidoglio e’ stata supervisionata da Fabrizio Santori, gia’ consigliere regionale con La Destra e Fdi. Proprio il partito di Giorgia Meloni al momento appare il piu’ penalizzato da questa dinamica, vedendosi sottrarre una serie di eletti, come quello che ha dato vita al gruppo Lega in Campidoglio, nella citta’ dove da sempre e’ piu’ radicato e dove la leader gia’ nel 2016 ha provato la carta dell’elezione a sindaca.