Finanzia la formazione della tua azienda con i fondi paritetici interprofessionali: ecco come fare

La competitività delle aziende non può passare esclusivamente dalle innovazioni tecnologiche dei processi produttivi, ma ogni nuova tecnologia o innovazione introdotta nell’impresa devono essere essenzialmente accompagnate da un’adeguata formazione dei lavoratori, affinchè questi possano efficientemente ed efficacemente utilizzarla.

Se da un lato a favore degli investimenti nelle aziende ci sono i vantaggi fiscali introdotti dallo stato (si veda il “Piano Calenda”), dall’altro oltre agli incentivi sul credito di imposta per la formazione dei lavoratori, ruolo importante lo giocano i Fondi Paritetici Interprofessionali, che mettono a disposizione delle imprese importanti ed interessanti risorse per formare coloro che prestano la loro attività lavorativa e il tutto a costo zero.

Con i fondi paritetici interprofessionali, le aziende possono accedere a forme di finanziamento, talvolta anche immediate, per la formazione.

Tali fondi, nati grazie alla legge 388/2000, rivestono un ruolo strategico per le imprese, nonostante la crisi degli ultimi anni, consentendo alle medesime di ridurre il gap con i mercati sempre più competitivi e rapidi.

Ma i fondi paritetici interprofessionali sono di supporto anche alle aziende in crisi, fornendo importanti contributi alla formazione di lavoratori in cassa integrazione o in mobilità, dando alle stesse l’opportunità di aggiornare i nuovi processi produttivi necessari per uscire dallo status critico.

Nell’immaginario collettivo degli imprenditori la formazione risulta essere un costo eccessivo in termini di ore di non lavoro dei dipendenti e degli esperti docenti, ma con i fondi paritetici interprofessionali, tale visione sta mutando, poichè si apprezzano i vantaggi prodotti da questo iter formativo.