Fi, Toti: congressi aperti e primarie altrimenti regaleremo Lega a M5S

Congressi aperti, primarie e niente tessere per rinnovarsi, e poi “ripensare un nuovo centrodestra a due gambe. Una gamba è quella leghista che ha trovato la sua dimensione, il suo leader e alcuni temi da proporre all’opinione pubblica. Questa gamba è forte ma non autosufficiente. C’è bisogno di una seconda gamba che rappresenta chi votava e chi vota Forza Italia, Fratelli d’Italia, il mondo civico e il mondo cattolico”. Per il governatore della Liguria Giovanni Toti (FI), intervistato dal Corriere della Sera, serve “un Pdl 4.0 che chiarisca la sua collocazione a destra e l’alleanza strategica con la Lega. Se non faremo così – avverte – regaleremo il Carroccio ai grillini”. “Alle Regionali in Abruzzo mancano molte settimane. Il centrodestra ha tutto lo spazio per recuperare il dialogo, ma a una condizione: dobbiamo renderci conto che si è chiusa un’epoca e se ne è aperta un’altra. D’altro canto le tensioni che ci sono, e non solo in Abruzzo, sono un sintomo e non la malattia”, afferma Toti, secondo cui “pensare di affrontare il mondo del 2018 con gli schemi del 1994 è faticoso e probabilmente inutile. Forza Italia ha bisogno di cambiamenti profondi”. La questione “non è di nomi e di facce. Ma di metodo e perimetro. + secondario scegliere Antonio Tajani, Adriano Galliani o Giovanni Toti. Il tema è come vengono selezionati e con quale scopo”, spiega Toti. “Da qualche mese si parla di profondo rinnovamento per fare ritornare FI l’ala moderata del centrodestra. Bene, ma per farlo davvero occorrono congressi veri, basati non sulle tessere ma sul coinvolgimento degli amministratori locali e dei militanti”. La proposta è “niente urne ad hoc, niente tessere, niente rendite di posizione. Per metà gli organismi dirigenti dovranno essere scelti dagli amministratori ma anche dalle liste civiche che si riconoscono nel centrodestra moderato. E per l’altra metà dagli elettori”. In Parlamento, conclude Toti, “Forza Italia deve trovare la cifra esatta con cui fare opposizione”, che “non deve diventare un’opposizione rancorosa”.