Beppe Grillo: la democrazia è superata. E rilancia il referendum su euro. Silenzio dal M5S

Quando parla Beppe Grillo non è mai banale, soprattutto se afferma che “la democrazia è superata”, ma nell’era del M5S al governo le sue parole non hanno più quella eco di un tempo. Non a caso a rilanciare le parole del garante e co-fondatore dei Cinquestelle e il suo blog personale, ormai staccato completamente da quello ufficiale del Movimento, che non rilancia l’intervista del comico genovese alla trasmissione americana ‘GZeroWorld’ nemmeno sui social network ufficiali.L’ultima traccia de “l’Eletto”, come ama definirsi, sul ‘Blog delle stelle’ risale al 21 luglio, per gli auguri in occasione del suo 70esimo compleanno.Eppure Grillo si è prodigato su temi che dovrebbero essere cari al M5S.Quando si chiede “che cos’è la democrazia quando meno del 50% va a votare”, non sembra andare molto lontano dalle parole pronunciate solo quattro giorni prima dal presidente dell’Associazione Rousseau, Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto, il quale sosteneva che “il superamento della democrazia rappresentativa è inevitabile”. Per l’attore “oggi sono le minoranze che gestiscono i Paesi” e “probabilmente la democrazia deve essere sostituita con qualcos’altro, magari con un’estrazione casuale” dei membri di Camera e Senato.Anche il referendum per dare agli italiani la possibilità di dire se rimanere o uscire dall’euro è uno dei cavalli di battaglia pentastellati. O forse lo era, perché quando Grillo afferma che la consultazione popolare “è un modo per iniziare una conversazione su un ipotetico piano B”, effettivamente cozza con le dichiarazioni del premier Giuseppe Conte e del suo vice, Luigi Di Maio, per i quali la moneta unica europea non è in discussione. Tanto che nell’intervista il garante dei 5 stelle prova anche a correggere il tiro, spiegando di non voler dire “di lasciare l’euro cosi, ma di far decidere al popolo italiano”. Perché “questa è la vera anima del Movimento 5 Stelle. Dare degli strumenti, per tutti e poi essere biodegradabili”. E “quando i cittadini saranno più consapevoli e avranno la conoscenza e la volontà di come poter decidere e prendersi cura della loro vita, il Movimento non avrà più senso di esistere. Scomparirà”.Grillo fa più rumore nelle opposizioni che in casa sua. A replicargli sono ‘big’ come Matteo Renzi, che invoca una smentita del governo sul referendum pro o contro l’euro, altrimenti “lo spread torna a ballare e il conto lo paghiamo tutti”. Toni alti anche da Forza Italia, che affida le repliche al deputato e portavoce unico dei gruppi azzurri di Camera e Senato, Giorgio Mulè, secondo il quale “solo un uomo nell’intera galassia era in grado di sparare una minchiata superiore a quella di Davide Casaleggio: si chiama Beppe Grillo. Anche stavolta non ci ha deluso”. Nessuno dei “suoi ragazzi” però ha ‘imbracciato’ la tastiera per difenderlo sulla rete. Nemmeno Alessandro Di Battista, che ha preferito esultare per le nomine del governo. In fin dei conti, anche questo è ‘cambiamento’.