Stop ai femminicidi: le proposte dei partiti. Pd: fregiare con acido sia “omicidio identità”.Cav chiede codice difesa

 Introdurre “l’omicidio di identita’”, per le donne che rimangono vittime di sfregi permanente del volto; mettere uno stop agli sconti di pena per coloro che si macchiano del reato di femminicidio; aumentare i fondi a disposizione del Piano Antiviolenza; insegnare il rispetto per l’altro fin dalle scuole primarie. Nella giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili, che ha visto l’approvazione all’unanimita’ della relazione conclusiva messa a punto dalla Commissione sul femminicidio, esponenti di partiti e movimenti politici avanzano le loro proposte per porre un freno ad un fenomeno che solo nel periodo che va dal 1 gennaio al 30 settembre 2017 ha visto ben 86 donne uccise. Nella Relazione della Commissione si propongono varie misure, tra le quali spicca l’introduzione nel codice dell’ “omicidio di identita’”, quando la violenza porta a “lesioni personali gravissime con deformazione o sfregio permanente del volto, specie se consumate mediante utilizzo di sostanze corrosive”, come l’acido. Poi si propone di prevedere una fattispecie ad hoc per il femminicidio, che andrebbe considerato un omicidio “consumato per ragioni di genere”. Sull’argomento interviene anche Silvio Berlusconi prevedendo un codice di difesa e auspicando modifiche alla legge sulla legittima difesa. Sempre nella relazione si suggerisce al prossimo Parlamento di considerare come un delitto doloso le molestie sessuali, specie nei luoghi di lavoro, ora sanzionate con pene leggere, spesso solo pecuniarie. “Sono necessita’ condivise da tutto il Pd”, evidenzia la senatrice dem Francesca Puglisi, presidente della Commissione. Dal canto suo, Daniela Santanche’, esponente di Fratelli d’Italia, chiede che non ci sia rito abbreviato ne’ sconti di pena per chi commette un femminicidio. “Nessuno meglio di noi, che abbiamo una donna alla guida del partito, puo’ approvare una misura del genere”, spiega. Mara Carfagna (FI) propone di utilizzare maggiormente il braccialetto elettronico per proteggere meglio le donne che denunciano i violenti, implementare il reato di atti persecutori “lavorando sulla velocita’ di reazione della magistratura” e potenziare l’istituto dell’ammonimento e del divieto di avvicinamento dello stalker alla vittima. Per Isabella Rauti (anch’essa di Fdi) e’ necessario salvaguardare le vittime delle “droghe dello stupro”, donne costrette a a drogarsi da chi poi le violentera’: “sono ‘vittime fantasma’, violate due volte”. Infine i Cinque Stelle, con Maria Edera Spadoni, prevedono nel loro programma maggiori investimenti sul Piano Antiviolenza “che finora e’ un libro dei sogni”, una raccolta sistematica dei dati che riguardano la violenza di genere, corsi per l’educazione all’affettivita’ e contro ogni discriminazione a partire dalle scuole medie, l’eliminazione del gap salariale tra uomini e donne, dando incentivi a quelle aziende che eliminano ogni tipo di discriminazione di genere. Ma la relazione approvata in Parlamento segnale anche un problema su cui bisognera’ intervenire: oltre un quarto delle denuncie di minacce e maltrattamenti alle donne viene archiviata.