Elezioni, centrodestra unito a parole: sale la competizione interna

A parole e sopratutto a favore di telecamera il centrodestra appare coeso e compatto. Un’immagine premiata anche dai sondaggi che continuano ad indicare la coalizione come l’unica in grado di arrivare a quota 40% e quindi vincere le elezioni. A sentirli parlare, i tre principali leader, Berlusconi, Salvini e (ultima in ordine di tempo) Meloni rassicurano sulla compattezza dell’alleanza: “Lo saremo piu’ al governo che in campagna elettorale”, ammette pero’ la leader di Fdi che certo non nega che all’interno il centrodestra abbia qualche crepa. E se e’ vero che il centrodestra unito e’ in vantaggio, e’ altrettanto vero che l’obiettivo a cui Forza Italia e Lega mirano e’ quello di arrivare primi nella coalizione e poter cosi’ scegliere il candidato premier oltre ad avere un ‘peso’ determinante nella squadra di governo e nell’agenda dell’esecutivo. Che ognuno giochi una sua partita lo dimostra la difficolta’ ad organizzare un appuntamento unitario: Ci stiamo provando, ma e’ difficile trovare un punto comune con le agende piene di appuntamenti, e’ la risposta che arriva da tutte le ‘anime’ del centrodestra. Un’occasione mancata, almeno cosi’ l’aveva definita Giorgia Meloni, e’ la manifestazione ‘anti inciucio’ in programma per il 18 febbraio in cui la leader di Fdi prendera’ l’impegno con tutti i candidati nelle liste del suo partito di non appoggiare nessun governo di larghe intese. Nei piani della candidata premier di Fratelli d’Italia accanto a lei sul palco dovevano esserci sia Berlusconi che Salvini. Entrambi pero’ hanno declinato l’invito. Ma se da Arcore continuano a ribadire che non serve fare una manifestazione per ricordare che nessuno vuole l’inciucio, il leader della Lega decide che la manifestazione organizzata esattamene una settimana dopo sulla sicurezza diventi un momento per siglare “un patto anti inciucio” con le persone. Un’idea, quella di Salvini, che fornisce l’immagine di una competizione interna proprio con Fdi. D’altronde era stata proprio l’ex ministro della Gioventu’ qualche giorno fa a ricordare al leader del Carroccio e al Cavaliere che l’obiettivo comune debba essere quello di conquistare i voti degli indecisi non fare una gara interna al centrodestra. A pesare poi negli equilibri ci sono i piani di Berlusconi sul dopo voto in caso di stallo. L’ex premier non manca occasione per ribadire la contrarieta’ del suo partito ad un governo di larghe intese nel caso il centrodestra non raggiunga la maggioranza. Ma a differenza di Meloni e Salvini, il Cavaliere e’ anche l’unico a richiamare quanto prevede in modo esplicito la Costituzione nel caso in cui le urne non consegnino a nessuno la maggioranza. Comunque non un esecutivo di scopo, chiarisce il leader di Fi che pero’ non chiude all’idea di una modifica della legge elettorale prima di ritornare alle urne.