Maroni contro Salvini: “Da lui comportamento stalinista”. La replica: “Tu non sei indispensabile”

Mentre il centrodestra in Lombardia si ricompatta sotto la candidatura a governatore del leghista Attilio Fontana, nel Carroccio e’ scontro aperto fra il presidente della Regione Roberto Maroni e il segretario Matteo Salvini. Oggi in un’intervista al Foglio il governatore ha definito “stalinista” il comportamento del suo segretario per come lo ha trattato, accusando i suoi “compagni di squadra” di averlo “massacrato” dando del suo addio “un’interpretazione del tutto arbitraria, mentre sono stato ricoperto di affetto e amicizia da un mondo politico lontano da me” da Matteo Renzi a Giorgio Napolitano. La tensione nella lega era chiara da quando l’ex ministro aveva annunciato la sua decisione di non ricandidarsi a governatore per motivi personali e Salvini aveva subito stoppato ogni ipotesi di una candidatura a Roma, ma soprattutto di un posto nel governo perche’ “se lasci il tuo incarico in Regione Lombardia che vale molto di piu’ di tanti ministeri evidentemente in politica non puoi piu’ fare altro”. Il tutto mentre serpeggiava l’ipotesi che Silvio Berlusconi lo volesse nel ruolo di premier, al posto dello stesso segretario. “Sosterro’ il segretario del mio partito. Lo sosterro’ come candidato premier – ha assicurato Maroni -. Ma da leninista, non posso sopportare di essere trattato con metodi stalinisti e di diventare un bersaglio mediatico solo perche’ a detta di qualcuno potrei essere un rischio”. Parole di fuoco a cui ha aggiunto il consiglio a Salvini “non solo di ricordare che fine ha fatto Stalin e che fine ha fatto Lenin ma anche di rileggersi un vecchio testo di Lenin. Ricordate? L’estremismo e’ la malattia infantile del comunismo. Se solo volessimo aggiornarlo ai nostri giorni dovremmo dire che l’estremismo e’ la malattia infantile della politica”. Il diretto interessato ha evitato di gettare benzina sul fuoco. “Preferisco usare il mio (e vostro) tempo per lavorare e costruire, non per litigare o rispondere agli insulti” ha scritto sui social senza mai citare il governatore uscente. “Le polemiche – ha aggiunto – le lascio agli altri”. Ma certo la situazione ha creato piu’ di un imbarazzo nel partito. Inevitabile una domanda anche ad Attilio Fontana, amico di Maroni e scelto da Salvini come suo sostituto al Pirellone. “In politica quando mai non si litiga – ha ironizzato -. L’unico che non litiga sono io e infatti non mi conosce nessuno”.

LA REPLICA DI SALVINI A MARONI: NON SEI INDISPENSABILE

“Le sembra che ho la faccia dello stalinista io?”. Cosi’ il segretario della Lega, Matteo Salvini a Quinta Colonna replica a Roberto Maroni e rispetto alla scelta del governatore lombardo di non ripresentarsi ripete: “ha scelto di cambiare vita, di vivere meglio: tutti siamo utili, nessuno indispensabile”.