Cei, Cardinale Bassetti a maestri cattolici: scuola centro nevralgico

 “Audaci nei confronti della mentalita’ dominante, esigenti con se stessi”. E poi “curiosi, appassionati della conoscenza e delle persone, accoglienti verso tutti, aperti alla realta’ e al mondo intero, sensibili alle esigenze di verita’ e di giustizia, affinche’ a nessuno sia negata l’opportunita’ di crescere e di offrire il suo originale contributo alla vita comune”. Queste, per il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, alcune caratteristiche che dovrebbe avere un bravo insegnante a scuola, “oggi compito gravoso, ricco di insidie e carico di nuove sfide sociali e culturali”, ma al contempo “lavoro, anzi, missione bellissima, di grande importanza per la formazione dei nostri ragazzi e assolutamente fondamentale per il futuro del nostro paese”. Aprendo i lavori del congresso nazionale dell’Associazione italiana maestri cattolici (Aimc), in corso a Roma dal 3 al 5 gennaio, Bassetti ha esortato i docenti a “non chiudersi a riccio in una sorta di riserva indiana o, al contrario, sciogliersi nella societa’ contemporanea come neve al sole. Occorre, invece, essere sale della Terra. In questo caso, sale della scuola”. Ma non basta: “Per essere veramente dei maestri cattolici occorre che ognuno di voi dia un significato alto e nobile alla scuola. Come quando don Milani arrivo’ a scrivere che la ‘scuola mi e’ sacra come un ottavo sacramento'”. La scuola – ha spiegato il porporato, citato dal Sir e dall’Osservatore Romano – “deve tornare a essere un luogo cosi’ prestigioso da essere considerato addirittura sacro”, poiche’ “e’ senza dubbio uno dei luoghi piu’ importanti per l’identita’ e lo sviluppo di un paese. Senza la scuola e’ difficile pensare una comunita’ coesa di uomini e di donne, in cui anche i piu’ poveri possono istruirsi, crescere ed emanciparsi dalla miseria”. Essa e’ “il centro nevralgico del sapere e della cultura di un popolo che si tramanda di generazione in generazione”. Valorizzazione dell’ispirazione cristiana e corresponsabilita’ sono altri due aspetti richiamati dal presidente della Cei. “L’ispirazione cristiana e’ la roccia su cui si erge la nostra e la vostra casa. Difendetela e valorizzatela con mitezza e tenacia, perche’ senza questa roccia non c’e’ alcuna associazione ma solo un cumulo di leggi e di cariche senz’anima” ha ammonito. Il secondo aspetto “e’ legato direttamente al magistero di Papa Francesco”, ovvero “la necessita’ di una corresponsabilita’ diffusa e della costruzione di un dialogo autentico tra tutti i membri dell’associazione”. La corresponsabilita’ e il dialogo, che si oppongono a ogni forma di verticismo, “sono il prodotto autentico della Chiesa sinodale che oggi si sta esprimendo a tutti i livelli e che ha visto nel Sinodo della famiglia e nel prossimo Sinodo dei giovani degli esempi da seguire per la Chiesa universale e tutte le associazioni a essa ispirate”. Domattina i partecipanti al convegno dell’Aimc, intitolato “Memoria e futuro. Periferie e frontiere dei saperi professionali”, andranno in udienza dal Papa.