Caserta, Tam Tam Basket: salvo il sogno dei figli di immigrati

Stranieri nel Paese in cui sono nati e cresciuti, senza la possibilita’ di praticare a livello agonistico lo sport che amano perche’ la legge non lo consentiva. E’ la situazione vissuta a Castel Volturno (Caserta) da 40 ragazzi dai 13 ai 15 anni, nati proprio nel comune del litorale domizio da immigrati africani stabilitisi li’ a fine anni novanta: non possono giocare nei campionati giovanili perche’ il regolamento dispone che ogni team non possa avere piu’ di due stranieri. Ma da oggi hanno una speranza concreta, visto che la legge di bilancio contiene la possibilita’ di tesseramento annuale, e dunque l’iscrizione ai campionati sportivi, anche ai minorenni extracomunitari, anche se non in regola con i permessi di soggiorno purche’ abbiano pero’ svolto un ciclo scolastico di almeno quattro mesi. La norma viene introdotta, viene spiegato da fonti di governo, nel rispetto del principio del “diritto allo sport per tutti”. Se dunque questa norma superera’ indenne l’esame delle Camere il Tam Tam Basketball, questo il nome della squadra di Castel Volturno, sara’ ancor di piu’ una storia di integrazione concreta. Quei ragazzi non sono mai usciti da Castel Volturno. Ma li’ sono cresciuti, con le stesse abitudini dei coetanei italiani, con l’amore per lo sport. Li’ hanno imparato ad amare il basket, ma quando e’ giunto il momento di iscrivere la squadra ai campionati federali giovanili, il coach Antonelli si e’ sentito dire che non era possibile, perche’ il regolamento della Fip (Federazione Italiana Pallacanestro) dispone che in ogni team ci possano essere non piu’ di due atleti stranieri. Per evitare che la doccia fredda diventasse una delusione ben piu’ profonda, e che i ragazzi del Tam Tam Basket potessero sentirsi ancora di piu’ estranei in quello che considerano il proprio Paese, Antonelli ha promosso un manifesto-appello, “Io Sto con Tam Tam Basket”, con il quale ha chiesto una deroga al presidente della Fip Gianni Petrucci e al massimo dirigente del Coni Giovanni Malago’.