Papa Francesco: la misericordia sia stile di vita

Uno “stile di vita” improntato alla misericordia. Il popolo che e’ prima di tutto “popolo evangelizzatore”. La Chiesa che puo’ “penetrare nel cuore della nostra gente per scoprirvi il senso di Dio”, anche a persone cadute “nel baratro della indifferenza”. Questi gli aspetti che il Papa ha sottolineato nella udienza ai partecipanti alla plenaria del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, augurando inoltre “buon lavoro” per la preparazione della prima giornata mondiale dei poveri, che la Chiesa celebrera’ il 19 novembre. Papa Bergoglio ha ricevuto nella Sala Clementina del palazzo apostolico i partecipanti alla plenaria, che si conclude oggi. Mons. Rino Fisichella nel suo saluto a papa Francesco, ha spiegato che la plenaria ha lavorato sul cercare sempre nuovi sentieri di misericordia e sulle sfide poste alla evangelizzazione dal “popolo digitale”. Sullo sfondo dell’udienza del Papa al dicastero per la Nuova evangelizzazione e’ stata la riflessione su come continuare nel tempo normale, la esperienza di misericordia dell’Anno santo ad essa dedicato. “Un momento di grazia” lo ha chiamato il Papa, mentre mons. Fisichella ha suggerito di far “emergere il modo artigianale” con cui si esprimono le opere di misericordia, perche’ la Chiesa sempre piu’ faccia “sentire la sua voce a difesa della dignita’ delle persone”. L’annuncio della misericordia, ha ricordato il Papa, “si rende concreto e visibile nello stile di vita dei credenti, vissuto alla luce delle molteplici opere di misericordia”, ed “appartiene intrinsecamente all’impegno di ogni evangelizzatore”. La “evangelizzazione – ha poi detto papa Bergoglio – per sua stessa natura appartiene al Popolo di Dio”. e ogni popolo e ogni cultura offre apporto “al cammino del popolo di Dio”. “Da ogni popolo verso cui andiamo – ha affermato il Pontefice – emerge una ricchezza che la Chiesa e’ chiamata a riconoscere e valorizzare per portare a compimento l’unita’ di ‘tutto il genere umano'”. Si tratta, come ha spiegato il Concilio, di una unita’ “secondo lo spirito” , non “secondo la carne”, e “la ricchezza che proviene alla Chiesa dalla molteplicita’ di buone tradizioni che i singoli popoli possiedono e’ preziosa”, e aiuta la Chiesa ad “essere seme di salvezza, preludio di pace universale e luogo concreto di dialogo”. “Poche realta’ come la Chiesa – ha ricordato il Pontefice – possono vantare di avere una conoscenza del popolo in grado di valorizzare quel patrimonio culturale, morale e religioso che costituisce l’identita’ di intere generazioni. E’ importante, pertanto, che sappiamo penetrare nel cuore della nostra gente, per scoprire quel senso di Dio e del suo amore che offre la fiducia e la speranza di guardare avanti con serenita’, nonostante – ha ricordato – le gravi difficolta’ e poverta’ che si e’ costretti a vivere per l’ingordigia di pochi”.