‘Avanti’, libro di Matteo Renzi: dalla sfida all’Ue, agli errori in Libia, al rapporto complicato con Enrico Letta, a quello con il ‘Giglio magico’

La sfida all’Europa sul deficit, le accuse sulla Libia e la questione Maro’, la lettura della scissione del Pd, i rapporti con il ‘Giglio magico’, aneddoti personali sui vertici e i leader europei. Diversi quotidiani pubblicano oggi un’intera pagina con di anticipazione del libro di Matteo Renzi ‘Avanti’, in uscita il 12 luglio. Ad ogni giornale un tema diverso.

RAPPORTO COMPLICATO CON MERKEL E ACCUSE A MONTI E LETTA. I vertici europei, i rapporti, a volte duri, con la cancelliera tedesca Angela Merkel, con altri leader europei e con chi lo ha preceduto a Palazzo Chigi, Mario Monti ed Enrico Letta (“europeisti solo a parole) questi i temi anticipati dal Corriere della Sera. L’ex premier ricorda un sms che Merkel invio’ a sua figlia. “Durante un consiglio europeo, avendo notato che sto scrivendo un sms a mia figlia – la quale, nella sua passione per la cosa pubblica, ha una simpatia naturale verso le donne che fanno politica – Angela Merkel mi chiede il telefonino e invia personalmente a Ester un sms”. “Il nostro – scrive ancora Renzi riferendosi alla cancelliera – e’ un rapporto intenso, ma complicato”, “non concordo minimamente con chi la indica come responsabile dei problemi italiani: se l’Italia non va e’ colpa dei politici italiani”. A Monti che gli rimprovero’ di non saper trattare con gli altri leader europei, Renzi risponde: “Se trattare significa cedere sul Fiscal compact o sulle banche, e’ vero”, “i governi precedenti si sono fatti imporre il Fiscal compact, noi ci siamo presi la flessibilita’”. Loro “hanno messo le clausole di salvaguardia, noi abbiamo abbassato le tasse”, loro “hanno firmato il Trattato di Dublino sui richiedenti asilo, noi abbiamo proposto il migration compact”, loro “hanno prodotto precarieta’, noi il Jobs Acta”. Critiche a Monti anche sul caso dei due maro’, “esposti alla stampa e alle tv”, perche’ “i governi tecnici” amano la “visibilita’”.

SOTTO IL FUOCO AMICO DI D’ALEMA E PISAPIA. La scissione del PD, il “logoramento” e il fuoco amico” è anticipata da  La Repubblica. L’ex premier ripercorre la scissione del Pd. “I maestri del logoramento – scrive – se ne sono andati non per il Jobs Act, ma quando hanno capito che non sarebbero stati rieletti. Chi rimpiange l’Unione a 15 partiti non mi parli di alleanze”. “Nel nostro campo esiste una vocazione suicida che punta alla distruzione del leader”, lamenta Renzi. “Oggi viene evocata – spiega – la stagione dell’Ulivo da parte dei leader politici che allora stavano contro l’Ulivo. O dall’esterno, in Rifondazione Comunista come Giuliano Pisapia. O dall’interno, a cominciare da Massimo D’Alema, che quell’Ulivo contribui’ in modo decisivo a segare”.

VETO FISCAL COMPACT E RITORNO A MAASTRICHT. Al Sole24Ore è affidata l’anticipazione sul veto all’introduzione del Fiscal compact nei trattati e il patto di legislatura sul deficit. Renzi chiede il ritorno per 5 anni ai parametri di Maastricht con deficit al 2,9%. “Cosi’ – spiega Renzi – avremo a disposizione almeno 30 miliardi per i prossimi 5 anni per ridurre la pressione fiscale e rimodellare le strategie di crescita”. Il segretario del Pd propone uno scambio in Europa: “Noi abbassiamo il debito ma la strada maestra per farlo e’ la crescita. Quindi abbiamo bisogno di abbassare le tasse”. “Una sfida cosi’ grande ha bisogno di un governo di legislatura per negoziare un accordo duraturo con Bruxelles”, e ancora, “l’avvento scriteriato del Fiscal compact fa del ritorno ai parametri di Maastricht un manifesto progressista. Siamo per il veto sul Fiscal compact nei trattati”. Renzi parla anche dell’atteggiamento dei Paesi dell’Est sui migranti: “Cambi – dice – o stop ai fondi”.

ERRORI SU LIBIA. Le “colpe” per l’intervento sulla Libia nel 2011, “un dramma totale del quale dovrebbero scusarsi in tanti a cominciare da Cameron a Sarkozy” e’ il tema scelto per La Stampa. “Forse anche in Italia e’ mancato un giudizio critico e autocritico sull’atteggiamento del Paese e del governo in quel delicato passaggio. Nessuno tra gli autorevolissimi protagonisti istituzionali di quella scelta – a differenza di Obama – ha mai avvertito l’esigenza di una sana autocritica”, aggiunge l’ex premier, secondo il quale, con un “afflusso impressionante di migranti”, stiamo ancora pagando le conseguenze di quella decisione. Nel volume pubblicato da Feltrinelli, Renzi racconta anche la cena di Stato alla Casa Bianca con Barack Obama del 18 ottobre 2016, con alcuni aneddoti su Roberto Benigni.

RAPPORTO CON BUROCRAZIA ITALIANA. Nel brano anticipato da Il Messagero, Matteo Renzi parla del rapporto con la macchina burocratica italiana: “un sistema di veti e controveti assurdi”.

NAPOLI CANDIDATA ALLE OLIMPIADI 2018. Da Il Mattino, il segretario dei dem, sceglie si lanciare la proposta forte per la citta’ che Luigi de Magistris autodefinisce “derenzizzata” per i pessimi rapporti con l’ex premier: Candidiamo Napoli – propone Renzi – a ospitare le olimpiadi 2028. Una sfida subito raccolta da politici e sportivi.

CASO MARO’.  Nella pagina pubblicata in apertura da Libero, si anticipa la stilettata a Mario Monti anche sul caso Maro’: “esposti alla stampa e alle tv, perche’ la visibilita’ e la comunicazione appassionano i governi tecnici molto piu’ di quanto si voglia far credere”.

NOMINE IN AZIENDE PUBBLICHE E PARTECIPATE. Nella pagina del Qutidiano Nazionale, l’ex premier parla di nomine per le aziende pubbliche e partecipate: nessun favoritismo a “un gruppo stretto di conoscenti di Firenze”, ma scelte ispirate a “un criterio meritocratico”.