Elezioni comunali: Antimafia al lavoro su “impresentabili”

 La Commissione Antimafia ha lavorato anche per la tornata elettorale di domenica prossima sui cosiddetti “impresentabili”, ma solo relativamente ai comuni che erano stati sciolti per mafia o per i quali sono state istituite commissioni d’accesso per verificare infiltrazioni. Si tratta – a quanto si è appreso – di una decina di comuni concentrati in Calabria, in Campania e in Sicilia. “Questa volta però il lavoro dell’Antimafia non ha puntato solo al casellario giudiziario o ai procedimenti penali dei candidati ma è andato più a fondo: sono stati ascoltati i prefetti e abbiamo scavato su evidenze di persone all’apparenza specchiate ma che in realtà in modo conclamato rappresentano interessi opaci”, spiega il vicepresidente dell’Antimafia, Claudio Fava. In particolare, l’Antimafia ha sentito nelle scorse settimane il prefetto di Trapani, Giuseppe Priolo, “che su Castelvetrano ci ha fornito un quadro preoccupante, che confermava le evidenze raccolte negli ultimi due anni. E’ stato un bene che il Governo abbia accolto la sollecitazione, giunta anche dalla Commissione Antimafia, per lo scioglimento di quel comune e che questo sia arrivato in tempi rapidi”, aggiunge Fava. Nei giorni scorsi la Commissione antimafia ha ascoltato anche il prefetto di Reggio Calabria, Michele Di Bari e il Prefetto di NAPOLI, Carmela Pagano. Domani è previsto un ufficio di presidenza, al termine del quale ci saranno alcune comunicazioni della presidente Rosy Bindi. E’ possibile che si tirino le fila di questo lavoro per riferirne poi gli esiti in una seduta plenaria della Commissione Antimafia. Domenica le urne si aprono in 1004 città. C’è chi tuttavia è critico rispetto a questo lavoro sulle liste dei cosiddetti impresentabili. “Se la Commissione non si attrezza per tempo – spiega Marco Di Lello Pd, segretario dell’Antimafia – rischia di arrivare sempre in ritardo. Serve la costituzione di un ufficio ad hoc per poterlo estendere a tutti i comuni al voto: se non si è in condizione di farlo al meglio, è preferibile non farlo per nessuno”. Di Lello fu tra coloro che si oppose alla lista degli impresentabili già nel 2015, quando, a due giorni dal voto, fu pubblicato l’elenco di 16 candidati tra cui Vincenzo De Luca, considerati, appunto, “impresentabili”.