Quel bimbo… lo tengo o non lo tengo: il dolore di una scelta

Ero stata anche a trovare mia nonna. In realtà ho origini napoletane e tornata a Roma sentii il bisogno di andare a farle visita proprio in occasione del piccolo dramma… Decisi di rivedere tutti gli affetti prima di prendere qualunque decisione. E la visita alla nonna fu proprio la più complicata. Una città del sud… una nonnina di 90 anni… Avrebbe accettato la moderna perversione dell’aborto? Avrebbe potuto capire se la nipote fosse diventata ragazza madre… insomma come l’avrebbe presa?

Ripeto i tempi sono cambiati ed il concetto di ragazza madre… cioè vedete non è certo più un problema. Però nell’animo la scelta era dura. Sarebbe stato difficile abortire ma complicato tenere quel bimbo. Mi sentivo in colpa, ma avere un figlio in quel momento non rientrava proprio in nessun sogno

Giunsi a Napoli… la nonna mi accolse : “Bambina mia, che bella che sei e come sei diventata grande! Ahhh sono contenta che ti ricordi di questa vecchina!?”

“Ciao nonnina, come stai?”

“Eh piccola, sto bene, sto bene… ormai sono proprio una vecchina, sono stanca… ed ho sempre il desiderio di vedere voi miei cari… ma come stanno tutti? E tuo fratello? Sarà diventato un uomo… ma lasciati guardare … sei una piccola donna ormai… somigli tutta a tua madre… era come te sai… sempre in tiro e sempre magrissima!” – continuando la nonna.

Andammo avanti così per un bel po’… Mi sentivo amata e protetta lì nella casa della mia infanzia e di mia madre. Per un po’ di ore dimenticai il vero motivo della visita trascorrendo il tempo in quel luogo tra carezze e racconti della nonna che non mancò neppure questa volta di ricordarmi il suo amore con il nonno.

Si erano sposati in periodo di fascismo e… in realtà in maniera bizzarra. La nonna era solita raccontarlo… che ai suoi tempi aveva sposato il nonno perché Mussolini aveva disposto la cifra di 500 lire alle coppie che si sarebbero sposate. Ma fu un grande amore

Rimasi lì tutto il giorno ad accudire e farmi accudire… ad ascoltare e nella mente a paragonare le sorti e i vissuti ormai totalmente differenti. Decisi di non turbarle l’equilibrio con la mia confidenza, ma quel calore mi fu di conforto qualunque sarebbe stata la scelta da compiere.

In quel momento seppi che il mio era un cuore d’amore e che la mia vita avrei voluto viverla all’insegna di quell’amore. Non avrei permesso che quella storia e quell’incidente mi rovinassero il sogno. Tornai a casa ancora con la sensazione di magone allo stomaco ma con la consapevolezza che la mia famiglia non mi avrebbe abbandonata e giudicata.