Inchiesta Consip: arrestato per corruzione Alfredo Romeo. Perquisizioni per Italo Bocchino. Indagini anche dei pm di Napoli

L’imprenditore campano Alfredo Romeo è stato arrestato questa mattina dai carabinieri e dalla guardia di Finanza in relazione ad un episodio di corruzione nell’ ambito dell’ inchiesta Consip. Nei confronti di Romeo il gip del tribunale di Roma ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il provvedimento è stato eseguito dal comando Carabinieri tutela ambiente, dai militari dell’ Arma di Napoli e dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Napoli.

PERQUISIZIONI ANCHE PER ITALO BOCCHINO

I carabinieri e la Guardia di Finanza stanno eseguendo una serie di perquisizioni nei confronti dell’ex parlamentare di An e del Pdl Italo Bocchino, coinvolto nell’inchiesta Consip che ha portato all’arresto di Alfredo Romeo. Secondo quanto si apprende, le perquisizioni sono scattate anche nei confronti di un faccendiere toscano, anche lui finito nell’indagine della procura di Roma.

Appalti Romeo, indagini anche dei pm di Napoli: lente su consulenze

Consulenze, subappalti, finanziamenti e sponsorizzazioni a fondazioni, società sportive e istituzioni culturali: gli investigatori stanno esaminando la documentazione sequestrata ieri nel corso della perquisizione degli uffici di Alfredo Romeo e delle società del gruppo che fa capo all’imprenditore. Si arricchisce di nuovi dati quindi il fascicolo ”napoletano” dell’inchiesta avviata dai pm Henry John Woodcock e Celeste Caranno che stanno lavorando in ”coordinamento investigativo con la procura di Roma con scambio di atti e informazioni” sul presunto sistema di appalti e tangenti messo in piedi, secondo gli inquirenti, dall’imprenditore napoletano. Una indagine che, per quanto riguarda invece il filone di competenza della procura della Capitale, si è estesa nei mesi scorsi agli appalti Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione. Tra i documenti che i Carabinieri e la Guardia di Finanza hanno cercato durante le perquisizioni nella sede del Centro Direzionale e presso l’Albergo Romeo in via Cristoforo Colombo, anche il contratto di consulenza, per un ingente importo mensile, dell’ex deputato di An Italo Bocchino, i cui rapporti con Romeo sono evidenziati in più punti del provvedimento dei pm di Napoli, i quali ritengono che l’esponente politico – come emergerebbe dai ”fluviali colloqui” intercettati – abbia dato ”indicazioni a Romeo su quando e come pagare e su come compiacere i rappresentanti della ‘cosa pubblica’ con denari e altre utilità”. Una ipotesi accusatoria che ieri Bocchino ha smentito con fermezza: ”Notizie prive di fondamento – ha dichiarato – . Escludo nella maniera più categorica di aver discusso con Alfredo Romeo nei termini riferiti. Il mio rapporto con Romeo è stato ed è assolutamente trasparente”. La documentazione relativa alla consulenza affidata all’ex parlamentare non sarebbe stata tuttavia rinvenuta dagli investigatori. Tra gli atti all’esame degli inquirenti anche alcune conversazioni tra Bocchino, l’ex presidente della Regione Campania e attuale consigliere del centrodestra Stefano Caldoro e Natale lo Castro, direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera Federico II nonché altri colloqui successivi, questa volta tra lo stesso Bocchino e Romeo in riferimento ad alcuni appalti nel settore sanità. Conversazioni che gli inquirenti ritengono ”preziose per la ricostruzione del sistema Romeo, o meglio del consolidato ‘protocollo criminoso’ Romeo-Bocchino”.
Le indagini coordinate dalla procura di Napoli si sono avvalse – sottolineano gli inquirenti – non solo delle intercettazioni con il sistema Trojan: gli sviluppi dell’inchiesta sono infatti collegati con metodologia ”tradizionale”, ovvero attraverso la collocazione di microspie negli uffici delle società di Romeo. Gli investigatori sono venuti in possesso anche di una serie di fogli di carta, recuperati da una discarica di Roma, sui quali Romeo avrebbe annotato, secondo l’ipotesi accusatoria, l’importo di tangenti e le iniziali dei destinatari.