Giggino&Giggetto: per i politici monetine o sanpietrini?

 

Settimana piena di episodi rilevanti in tutto il paese. Due su tutti: il “salvataggio” del senatore Augusto Minzolini di Forza Italia e gli scontri di sabato scorso a Napoli per la manifestazione di Matteo Salvini. 

I fatti: ieri il Senato ha approvato con 137 voti a favore l’ordine del giorno presentato da Forza Italia con cui si chiedeva di respingere la delibera della Giunta per le elezioni e le immunità favorevole alla decadenza di Minzolini per “incandidabilità sopraggiunta”. In quei 137 ci sono 19 voti del Partito Democratico, che non è andata affatto giù a Luigi Di Maio del Movimento 5 Stelle che su Facebook, oltre a pubblicare la lista di chi ha votato a favore dell’odg dei forzisti, scrive: “Non vi lamentate se i cittadini poi protestano in maniera violenta”.  Un modo per incentivare l’uso della violenza? Forse. Sicuramente la “call to action” gli riesce a livello virtuale visto che il post supera gli 8000 like.

luigi di maio

E chissà se l’Onorevole Giggino – come è chiamato affettuosamente nella sua Pomigliano d’Arco – cambierà il senso delle sue dichiarazioni come fatto da un altro Giggino, cioè Luigi de Magistris.

Il sindaco di Napoli, infatti, nei giorni che hanno preceduto la manifestazione di Salvini di sabato 11 alla Mostra d’Oltremare, si era schierato apertamente con i centri sociali che avevano occupato la sede in cui il leghista avrebbe parlato ad una platea di simpatizzanti provenienti da tutta la regione. Non solo, dopo aver fatto dichiarazioni abbastanza cariche di disprezzo su Salvini, una volta finito nell’occhio del ciclone come responsabile degli scontri tra centri sociali e forze dell’ordine, ha preferito scrivere che non sta con i violenti, che qualcuno (chi?) non ha ascoltato i suoi consigli e che lui ha le mani pulite. Un po’ come Ponzio Pilato, solo un po’ più social (con il suo post che ha raggiunto i 10000 like e superato le 3000 condivisioni).

luigi de magistris