Papa Francesco ai media: “Non macinate solo cattive notizie. Promuovete anche le buone”

I media oggi danno la possibilita’ di “condividere istantaneamente le notizie e diffonderle in modo capillare”, siano “brutte o belle, vere o false”. La mente umana “macina” tutto cio’, ma “chi e’ incaricato del mulino ha la possibilita’ di decidere se macinarvi grano o zizzania”. Lo scrive Papa Francesco nel messaggio per la Giornata delle comunicazioni, chiedendo “una comunicazione costruttiva” che rifiuti i “pregiudizi”, per “imparare a guardare la realta’ con consapevole fiducia”.

 L’attenzione esasperata a “cattive notizie” e spettacolarizzazioni produce “angoscia”, fino alla “apatia” e alla “anestetizzazione delle coscienze”. Il Papa nel messaggio per la Giornata delle comunicazioni, invita invece ad “uno stile comunicativo aperto e creativo, che non sia mai disposto a concedere al male un ruolo da protagonista, ma cerchi di mettere in luce le possibili soluzioni, ispirando un approccio propositivo e responsabile nelle persone a cui si comunica la notizia”.

Il Papa  precisa che non si tratta ne’ di “promuovere disinformazione” ne’ di “scadere in un ottimismo ingenuo”. “Credo – scrive nel messaggio per la 51.ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali – ci sia bisogno di spezzare il circolo vizioso dell’angoscia e arginare la spirale della paura, frutto dell’abitudine a fissare l’ attenzione sulle ‘cattive notizie’ (guerre, terrorismo, scandali e ogni tipo di fallimento nelle vicende umane)”. “Certo, – prosegue papa Bergoglio – non si tratta di promuovere una disinformazione in cui sarebbe ignorato il dramma della sofferenza, ne’ di scadere in un ottimismo ingenuo che non si lascia toccare dallo scandalo del male. Vorrei, al contrario, – spiega papa Francesco – che tutti cercassimo di oltrepassare quel sentimento di malumore e di rassegnazione che spesso ci afferra, gettandoci nell’apatia, ingenerando paure o l’ impressione che al male non si possa porre limite. Del resto, in un sistema comunicativo dove vale la logica che una buona notizia non fa presa e dunque non e’ una notizia, e dove il dramma del dolore e il mistero del male vengono facilmente spettacolarizzati, – commenta il Pontefice – si puo’ essere tentati di anestetizzare la coscienza o di scivolare nella disperazione”. Per questo il Papa vuole “offrire un contributo alla ricerca di uno stile comunicativo aperto e creativo, che non sia mai disposto a concedere al male un ruolo da protagonista, ma cerchi di mettere in luce le possibili soluzioni, ispirando un approccio propositivo e responsabile nelle persone a cui si comunica la notizia”. Per il cristiano, ricorda il Papa, la realta’ va vista attraverso gli “occhiali giusti”, a partire dalla “buona notizia” per eccellenza. “Questa buona notizia che e’ Gesu’ stesso – spiega il Pontefice – non e’ buona perche’ priva di sofferenza, ma perche’ anche la sofferenza e’ vissuta in un quadro piu’ ampio, parte integrante del suo amore per il Padre e per l’umanita’”. “La fiducia nel seme del Regno di Dio e nella logica della Pasqua – suggerisce papa Francesco – non puo’ che plasmare anche il nostro modo di comunicare. Tale fiducia che ci rende capaci di operare, nelle molteplici forme in cui la comunicazione oggi avviene, con la persuasione che e’ possibile scorgere e illuminare la buona notizia presente nella realta’ di ogni storia e nel volto di ogni persona”. Il messaggio, intitolato “‘Non temere perche’ io sono con te’. Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo”, viene pubblicato oggi, nella festa di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. La 51.ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali si celebra il 28 maggio, festa dell’Ascensione.