Campania: in Consiglio regionale convegno su devianza minorile

 La devianza minorile in aumento e il suo rapporto con il degrado dei territori. Questo uno dei temi del convegno “L’universo minorile: nuova criminalità, strumenti di contrasto, speranze di recupero” promosso dal Garante dei detenuti della Regione Campania, Adriana Tocco, tenuto questa mattina nell’Aula del Consiglio regionale della Campania al Centro direzionale di Napoli.

In primo piano il fenomeno delle baby gang e dei minori diventati di recente parte attiva nei clan camorristici, come nel caso della “paranza dei bambini”: “Vediamo ragazzi giovanissimi che fanno ‘stese’, rapine, che vogliono emergere come piccoli boss”, ha spiegato Adriana Tocco. “Vogliamo iniziare un discorso che ci possa portare a forme di prevenzione, soprattutto di trasformazione culturale. Chi ha visto il film ‘Robinù’ – ha aggiunto citando il documentario di Michele Santoro – sa come questi ragazzi non abbiamo alcun valore se non il denaro, la sopraffazione, essere potenti incutendo terrore”.

Al convegno è intervenuto anche il presidente del Tribunale per i Minorenni di Napoli, Patrizia Esposito, che non ha usato giri di parole: “I nostri giovani stanno molto male, la situazione è allarmante. Questo – ha spiegato – è sicuramente riconducibile alla crisi economica e soprattutto morale in atto, che accresce il degrado dei territori e costituisce terreno fertile per la devianza giovanile, alimentando una gioventù che a tratti non ha più remore e scrupoli, che esercita una violenza indistinta verso il prossimo”.

Come Tribunale, ha aggiunto, “siamo in prima linea per fronteggiare questa realtà, con il processo penale minorile siamo nelle condizioni di poter attivare un percorso di responsabilizzazione di questi giovani”. Ma, ha sottolineato, “anche di fronte agli utili processi di riflessione attivati durante la vicenda processionale, una volta esaurita i ragazzi tornano sui territori. E’ lì la sfida più importante, sono situazioni che non si risolvono solo attraverso i magistrati e le forze dell’ordine, ma anche con interventi sul sociale”.