Ferro basso? Il più delle volte è un’anemia!

L’anemia è una condizione in cui il numero di globuli rossi o il contenuto di emoglobina diminuiscono a causa di perdite di sangue, scarsa produzione di globuli rossi, emolisi (rottura dei globuli rossi) o una combinazione di queste modificazioni. Esistono differenti forma di anemia. Tra quelle che rispondono al trattamento nutrizionale la più comune è l’anemia SIDEROPENICA (anemia cronica caratterizzata da globuli rossi piccoli e pallidi e da riduzione di ferro). Nell’adulto, l’emorragia del tratto gastro-intestinale è considerata una delle cause primarie e più comune di carenza di Ferro. Nelle donne in età fertile le mestruazioni possono rappresentare una causa importante per la carenza di ferro; in particolare nelle ragazze adolescenti è molto frequente che l’anemia sideropenica si presenti con sintomi quali stanchezza, difficoltà di concentrazione ecc, prima ancora dello sviluppo di anemia stessa. Anche durante la gravidanza pur in assenza di mestruazioni è indispensabile una supplementazione di ferro a protezione della madre e a favore del feto in accrescimento. Cause di anemia sideropenica possono essere anche un difetto nell’assorbimento del ferro. Altra forma di anemia è quella che si manifesta in conseguenza alla diminuzione dell’assorbimento della vitamina B12 (dieta inadeguata, aumentata richiesta, inadeguato assorbimento). Anche la carenza di acido folico può determinare anemia. Da alcuni semplici parametri dosabili mediante prelievo di sangue il medico di base potrà fare la corretta diagnosi di anemia da cause nutrizionali, individuare la carenza o le carenze (ferro, vitamina B12, e/acido folico) e suggerire dosaggio e durata di eventuali integrazioni.

L’assunzione minima raccomandata di ferro negli adulti è di 10 mg al giorno nei maschi e nelle donne in menopausa e di 18 mg al giorno nelle donne in età fertile. Il ferro che si trova negli alimenti di origine animale (carni rosse magre, tacchino, pollo, pesci come tonno, merluzzo, salmone ecc) è il ferro eme che viene assorbito più facilmente dal nostro intestino. Negli alimenti di origine vegetale troviamo il ferro non eme (cereali, legumi, verdure). In generale l’assorbimento del ferro è influenzato positivamente da tutti gli alimenti che, stimolando le secrezioni dello stomaco, contribuiscono a mantenere elevata l’acidità dell’ambiente digestivo.  Il ferro contenuto in cereali, verdura, frutta, pur essendo in minore quantità, può essere maggiormente assorbito se questi alimenti vengono assunti insieme a:

  • Vitamina C presente negli agrumi, uva, kiwi, peperoni, pomodori, cavoli, broccoli, lattuga (esempio pasta e broccoletti, verdura condita con limone, macedonia con succo di limone o succo di arancia)
  • Cisteina presente nella carne e nel pesce che è in grado di far assorbire di 2 o 3 volte in più il ferro “non eme” presente nella verdura (esempio accompagnare un secondo di carne con un contorno di verdura)
  • Vitamina A presente in fegato di bovino, fegato di merluzzo, olio di merluzzo, carota, zucca, albicocca, frutta e verdura di colore giallo-arancione e verde brillante, tuorlo d’uovo, burro, formaggi come il Grana Padano Dop, il complesso B presente sia in alimenti del regno animale che vegetale, il rame presente nei cereali, nella carne, nei molluschi, nelle uova e nella frutta secca in guscio, sono necessari per un completo assorbimento del ferro

Ottimo l’ abbinamento degli spinaci con molluschi o legumi, ricchi in rame, oppure al succo di limone o con spremute di agrumi e kiwi, ricchi in Vit. C.

 

Se il ferro alimentare è associato ai tannini (sostanze ampiamente diffuse nel regno vegetale, nel te, nel caffè, nel cioccolato, nel vino, in alcune erbe) più difficilmente l’organismo riesce a sfruttarlo. Anche l’eccesso di fibre, presenti nei cereali integrali, produce questo effetto.

Meglio anche non abbinare abitualmente ferro e calcio nello stesso pasto; non è infatti corretta l’associazione pane con affettato e formaggio.

Gli integratori a base di ferro dovrebbero essere presi da soli o associati alla vitamina C e per un migliore assorbimento andrebbero assunti lontano dai pasti principali