Comunicazione, l’allarme di Livecode: “Attenti a offrire servizi gratuiti”

“È possibile regalare ore di lavoro, professionalità e competenze? Secondo noi, no”: è l’allarme lanciato da Valerio Granato, fondatore e strategist di Livecode (http://www.livecode.it), tra le prime agenzie campane di comunicazione e consulenza digitale.

“Siamo molto allarmati – continua – da notizie di agenzie che offrono gratuitamente il proprio know-how ad aziende ed esercizi commerciali del territorio napoletano. Si parla, cito testualmente, di disposizione gratuita […] del proprio know-how in materia di marketing e comunicazione”.

Una scelta estremamente pericolosa, spiega Granato: “In pratica si sta affermando che le professionalità dei social media manager, degli esperti di marketing, dei professionisti di comunicazione aziendale e di tutte quelle figure che attualmente compongono un team di comunicazione (dagli addetti stampa ai SEO specialist per i siti web) possano non essere pagate. Chi opera nel settore con professionalità conosce i tempi di sviluppo di una strategia di comunicazione e l’impegno che va profuso da chi ci lavora. Immaginare di regalare ciò vuol dire far passare il concetto che le nostre skills e la nostra creatività non valgono nulla”.

Anche perché Livecode, in prima fila, è impegnata in progetti di natura sociale, che però non creano un introito economico per chi ne usufruisce. “Abbiamo deciso di sposare “Un nuovo dono” – spiega Granato – proprio per questo motivo. Abbiamo allocato all’interno della nostra azienda un budget (in termini di risorse sottratte ad altri clienti) per favorire la realizzazione di questo progetto che intende offrire ai gravemente disabili un passaggio meno traumatico alla vita adulta e senza la famiglia che li ha accompagnati fino a quel momento. Si tratta di qualcosa che ci rende molto fieri, ma siamo consapevoli che agire in favore di aziende che sviluppano introito economico a scapito dei clienti che riconoscono e pagano la nostra professionalità è un autogol clamoroso oltre ad essere una pratica estremamente grave e incorretta”.

“Ancor peggio – conclude Granato – è validare questo principio con la ‘scusa’ del progetto sociale o solidale. Non sappiamo come e in che modo si possa offrire una consulenza gratuita ad aziende in crisi per farle rifiorire. I tempi della comunicazione sono lunghi e bisogna lavorarci meticolosamente. Quindi, o stiamo offrendo una consulenza molto sui generis e non dovutamente impegnata, o stiamo operando in maniera quantomeno incorretta”.