Presenze africane: Jean-Joseph Rabarivelo

Vi presentiamo un poeta poco conosciuto in Italia con cui si inaugura una serie di presenze africane che costelleranno di tanto in tanto le pagine di questa rubrica. Si tratta di Jean-Joseph Rabarivelo (1901-1937), poeta malgascio vissuto nei primi anni del Novecento. Le poesie e gli aforismi sono nella traduzione di Rosa Piro.

Siamo all’inizio del Novecento, in Madagascar, in piena colonizzazione francese. Tra i coloni sottomessi, un giovane malgascio comincia a divorare i libri dei personaggi emblematici della cultura occidentale, tra i quali spiccano Nerval e Baudelaire: si chiama Jean-Joseph Rabearivelo che, nella sua brevissima vita (morirà suicida a soli 36 anni), incarnerà la figura del primo intellettuale malgascio, dando prova delle sue capacità di giornalista e critico, di drammaturgo e romanziere, di storico della tradizione del suo Paese.
La sua vita e le sue opere sono il tentativo di un genio equilibrista che cercherà di guardare alla letteratura e di fare letteratura mediando tra l’ideologia francese, nella quale era cresciuto, e la tradizione culturale del Madagascar.
Discendente della famiglia reale del Madagascar, caduta in disgrazia dopo l’abolizione della schiavitù, rivendicherà spesso nelle sue opere la sua discendenza aristocratica.
A soli tredici anni abbandona la scuola e comincia a impegnarsi nei mestieri più disparati, primo fra tutti, a 15 anni, come segretario e interprete del francese Montagné, che diverrà in seguito governatore del Madagascar. Dal 1921 comincia la sua avventura letteraria e giornalistica nel Journal de Madagascar franco-malgache fino a quando sarà laureato poeta del Paese. Tuttavia il ruolo ricoperto, inseguito per anni con perseveranza, la fama raggiunta e gli onori non saranno sufficienti a colmare il disagio esistenziale che abita la sua esistenza e non riusciranno a trattenerlo in vita: il 22 giugno del 1937, infatti, a soli 36 anni si toglierà la vita dopo aver ingerito quattordici compresse di vari medicinali. Nel suo diario annoterà fino alla fine la sua agonia.
Di seguito lasciamo tre poesie mai tradotte in italiano che permettano di aprire, anche solo per brevi spunti, al suo mondo di uomo al crocevia tra la cultura dei padri, quella malgascia, e la cultura del colonizzatore europeo, tra la povertà che caratterizzò i primi anni della sua vita agli onori di Poeta laureato.
Come nasce una poesia
 
Fiore segreto, intimo,
il Desiderio, nel momento in cui nasce,
si elabora secondo l’ora
per sembrare l’unico silenzio.
L’unico silenzio, o Pensiero,
in cui, trasformando in poesia,
una frase gettata a caso
ti rende simile a te stesso;
lo interrogo e lo ascolto:
mi sembra incoronato
di mille parole in rotta
che temono il loro destino
nel momento in cui sul bordo oscuro del Sogno
tu vieni, peregrino,
a liberarli dalla menzogna
della loro stolta indisciplina.
È questo il mio cuore
È questo il mio cuore. E voglio che sembri
quale esso è in verità:
ricordati che è giovane,
perciò giudicalo pure – ma senza severità.
Forse è un po’ puerile. Ma forse che
questa sincerità
per la sua misera goffaggine
potrà mai ferire la tua intimità?
Oh, giudicalo pure, ma senza severità
ricordati che è giovane!
Sonetto
Sarò capace di amarti al pari del cielo e del mare,
o cuore mio senza vastità, o cuore mio così poco profondo?
Ancora, infinitamente, mi soffoca l’assenza di aria,
e mi abbatte il male che i dubbi mi scatenano!
Sogno di immergermi in un azzurro senza fondo,
per purificarla, la mia anima ebbra di etere
e di perdere nel mezzo di un oceano senza fondo
l’ultimo suono di un vecchio singhiozzo amaro…
Oh! potessi essere sicuro di una speranza che libera
dalla precarietà! Oh, verso profondità
tenebrosa o serena dischiusa in un grande cuore
potessi dirigere il mio volo! –
Nuove carte al libro
della mia Vita! Diranno della molle languida
mia fuga, e mi invaderà un ardore tutto nuovo.
Riferimenti
Jean-Joseph Rabearivelo, Oeuvres Complètes, Tome I, édition critique coordonnée par Serge Meitinger, Liliane Ramarosoa et Claire Riflard, Paris, CNRS Éditions, 2010.
______________________________________________