Virus Zika: in attesa dei test clinici sui primi vaccini

E’ ancora alta l’allerta per il virus Zika e la Scienza continua a lavorare sulla formulazione di misure preventive. Infatti il rapido sviluppo di un vaccino sicuro ed efficace contro il virus Zika risulta essere attualmente al centro delle priorità sanitarie globali. La Sanofi, casa farmaceutica francese, ha recentemente stipulato una collaborazione con il Walter Reed Army Institute of Research (WRAIR), ovvero l’istituto di ricerca dell’Esercito statunitense, al fine di ridurre i tempi per la realizzazione del vaccino contro il virus Zika. Dai primi dati pubblicati sulla rivista scientifica Nature sembrerebbe che il vaccino sia già stato formulato e abbia un’efficienza del 100% sugli animali da laboratorio. Tali risultati lasciano ben sperare, tuttavia bisogna ancora attendere gli studi di sperimentazione clinica sull’uomo i quali potrebbero essere già avviati entro la fine dell’anno.

L’infezione da virus Zika è trasmessa dalla zanzara Aedes aegypti, vettore primario anche di altre malattie molto note quali febbre gialla, febbre dengue e Chikungunya. Negli umani il virus causa la così detta febbre Zika caratterizzata da rash maculo-papuloso, mal di testa, congiuntivite e, nei casi più gravi, addirittura paralisi (sindrome di Guillain-Barré). Inoltre, nelle donne gravide il virus è in grado di attraversare la placenta e raggiungere le cellule nervose del feto in via di sviluppo provocando disordini neurologici e microcefalia (ridotto sviluppo del cervello) nel futuro nascituro. Il virus fu per la prima volta isolato nel 1947 nella foresta Zika dell’Uganda, e per lungo tempo è risultato endemico in Asia e in Africa. Nel 2014 è poi sbarcato in America Latina e in diverse zone del centro America dove si è diffuso velocemente. Per tale motivo lo scorso febbraio l’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha dichiarato che le infezioni da virus Zika fossero un’emergenza per la salute pubblica globale. Da quel momento lo sviluppo di un vaccino contro questo virus è diventato una priorità per la salvaguardia dell’Umanità.

In particolare, il team di ricerca addetto allo sviluppo del vaccino, e guidato da Stephen J. Thomas del centro di ricerca dell’esercito statunitense e Dan H. Barouch dell’Università di Harvard, ha messo a punto due tipi diversi di vaccini. Il primo, sviluppato sulla base delle metodiche tradizionali per la realizzazione di un vaccino, è costituito dal virus isolato e inattivato, quindi è in grado di indurre nell’ organismo ospite la produzione di anticorpi che lo proteggeranno a vita dall’attacco del patogeno senza provocare le pericolose manifestazioni relative alla patologia indotta dal virus. Differentemente il secondo tipo è un vaccino a base di materiale genetico, nello specifico è costituito da un filamento di DNA il quale è in grado di penetrare nelle cellule dove, sfruttandone le proteine di sintesi, funge da codice per la produzione dei costituenti della membrana e dell’involucro esterno del virus. In questo modo la cellula stessa diventa produttrice dell’antigene e attiva un’efficiente risposta immunitaria. I risultati ottenuti dalle sperimentazioni effettuate sui topi hanno dimostrato che sia il vaccino costituito dal virus inattivato che il vaccino a base di DNA sono in grado di indurre una completa protezione nei confronti del virus Zika. Tali dati risultano essere abbastanza promettenti, infatti gli stessi ricercatori, autori degli studi condotti, si mostrano particolarmente ottimisti e dichiarano che lo sviluppo di un vaccino efficace e sicuro per l’uomo sarà probabilmente realizzabile.

Nel frattempo, in attesa dell’arrivo del vaccino, il Ministero della Salute consiglia alle donne in gravidanza e ai soggetti con patologie a carico del sistema immunitario di annullare i viaggi non necessari verso le aree interessate dalla trasmissione diffusa del virus. Per chi invece è intenzionato a dirigersi verso le zone a rischio, soprattutto in previsione dei giochi olimpici che inizieranno il mese prossimo in Basile, consiglia di adottare misure di protezione individuale al fine di prevenire le punture di insetti e quindi il contagio del virus.

 

Riferimenti del testo:

(http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=2428. )