Napoli: una passeggiata tra le bellezze culturali della città – FOTO

Una passeggiata nelle strade e nei vicoli di Napoli vuol dire immergersi in un’atmosfera di fascino, cultura e storia, che si scelga di visitare l’antica città greco-romana fatta di cardini e decumani o girare nell’impianto cinquecentesco a scacchiera dei quartieri spagnoli.

Partendo da piazza del Gesù, per esempio, ci si può addentrare nel cuore della città greco-romana percorrendo il decumano inferiore, la strada da sempre più nota con il nome di “Spaccanapoli”. La piazza è essa stessa un esempio d’arte barocca: al centro troneggia l’obelisco dell’Immacolata (foto 1), eretto a metà del ‘700 per volere del padre gesuita Francesco Pepe e finanziato grazie ad una colletta popolare; questo è, in ordine di tempo, l’ultimo dei tre grandi obelischi napoletani dopo quello di San Gennaro, eretto alle spalle del Duomo, e quello di san Domenico, presente nella piazza omonima. La guglia, alta circa 30 metri, morfologicamente si ispira alla tradizione popolare delle macchine da festa (si pensi ai Gigli di Nola) ed è rivestita da decorazioni in marmo che la rendono uno dei più importanti esempi di scultura barocca napoletana; le statue ed i medaglioni in marmo, realizzate da diversi maestri scultori, rappresentano figure di santi quali Sant’Ignazio, San Francesco Borgia, San Francesco Saverio, San Francesco in Regis, San Luigi Gonzaga e San Stanislao Kostka, mentre sulla sommità del monumento è collocata la statua in rame della Madonna.

FOTO 1

obelisco

Sul lato nord della piazza c’è la chiesa del Gesù Nuovo (foto 2), caratterizzata dalla sua facciata in pietra di piperno completamente bugnata che originariamente apparteneva al quattrocentesco Palazzo Sanseverino al posto del quale, intorno al 1630,per volere dei padri gesuiti che avevano acquistato l’area e i suoi fabbricati fu edificata la chiesa.Le bugne, tutte di forma piramidale, sono segnate da strani simboli che nel corso dei secoli hanno spesso avuto una lettura esoterica o addirittura occulta: studi e ricerche recenti hanno dimostrato che in realtà erano semplicemente dei segni di riconoscimento delle squadre di tagliapietre che avevano lavorato e sagomato le pietre. Il ricco portale d’ingresso in marmo è anch’esso quello dell’originario palazzo Sanseverino, ma nel corso dei secoli i gesuiti lo hanno modificato arricchendolo delle colonne laterali e di altri elementi decorativi.

FOTO 2

piazza del gesu'

La pianta dell’edificio (foto 3), a tre navate, è a croce greca con braccio longitudinale allungato verso l’ingresso; al centro del transetto si innesta la cupola: questa è una “falsa cupola” perché è in realtà una calotta decorata da un gioco prospettico di affreschi e dipinti presenti sul tetto spiovente che ha sostituito nel 1786 la cupola originaria ultimata nel 1634 e crollata a causa di un terremoto nel 1688. Altra caratteristica dell’edificio è la presenza al suo interno di ben dieci cappelle votive distribuite simmetricamente su tre lati e dedicate ciascuna a un culto di un santo; in ordine di tempo l’ultima cappella è stata dedicata al culto di San Giuseppe Moscati, il “medico dei poveri”, ed è una delle cappelle che raccoglie ogni giorno decine di devoti.

FOTO 3 

chiesa gesu