Papa Francesco: la misericordia non è una parola astratta è uno stile di vita

La misericordia non è una parola astratta, ma uno stile di vita. Così il Papa questa mattina, in Piazza San Pietro, nell’ultima udienza giubilare prima della pausa estiva. Nella odierna memoria dei primi martiri della Chiesa di Roma, Francesco ha invitato a pregare per quanti tuttora pagano a caro prezzo la loro appartenenza alla Chiesa di Cristo. Paolo Ondarza:

Misericordia, uno stile di vita
La misericordia non è un concetto astratto: è dinamismo che ha occhi per vedere, orecchi per ascoltare, mani per risollevare, spiega Francesco ai tanti fedeli radunati in Piazza San Pietro nonostante il caldo. Una cosa è parlare di misericordia, un’altra è viverla:

“Una persona può essere misericordiosa o può essere non misericordiosa; è uno stile di vita. Io scelgo di vivere come misericordioso o scelgo di vivere come non misericordioso”.

No a indifferenza verso ultimi che rende ipocriti
Nella vita quotidiana siamo chiamati ad accorgerci e toccare quanti sono in stato di bisogno:

“A volte passiamo davanti a situazioni di drammatica povertà e sembra che non ci tocchino; tutto continua come se nulla fosse, in una indifferenza che alla fine rende ipocriti e, senza che ce ne rendiamo conto, sfocia in una forma di letargo spirituale che rende insensibile l’animo e sterile la vita. La gente che passa, che va nella vita senza accorgersi delle necessità degli altri, senza vedere tanti bisogni spirituali e materiali, è gente che passa senza vivere, è gente che non serve agli altri. Ricordatevi bene, eh? Chi non vive per servire, non serve per vivere”.

Nessuna via di fuga: di fronte a chi ha fame occorre rimboccarsi le maniche
Chi nella propria vita ha sperimentato la misericordia del Padre, non può rimanere insensibile di fronte alle necessità dei fratelli. Non ci sono vie di fuga, non si può tergiversare: di fronte a chi ha fame occorre rimboccarsi le maniche. Davanti alle povertà prodotte dalla cultura del benessere del nostro mondo globalizzato – è stato l’auspicio del Papa – non accada che lo sguardo cristiano diventi incapace di mirare all’essenziale:

“Mirare all’essenziale: cosa significa? Mirare Gesù, guardare Gesù nell’affamato, nel carcerato, nel malato, nel nudo, in quello che non ha lavoro e deve portare avanti una famiglia. Guardare Gesù in questi fratelli e sorelle nostre; guardare Gesù in quello che è solo, triste, in quello che sbaglia ed ha bisogno di consiglio, in quello che ha bisogno di fare strada con Lui in silenzio perchè si senta in compagnia. Queste sono le opere che Gesù chiede a noi: guardare Gesù in loro, in questa gente, perché? Perchè Gesù a me, a tutti noi, guarda così”.

La preghiera per i cristiani perseguitati
Nell’ultima udienza giubilare prima della pausa estiva, Papa ha invitato a vivere di misericordia anche durante il periodo di riposo e di vacanze. Nell’odierna memoria dei primi martiri della Chiesa di Roma ha pregato per i cristiani che ancora oggi vengono perseguitati:

“Preghiamo per quanti tuttora pagano a caro prezzo la loro appartenenza alla Chiesa di Cristo”.

Qundi ai giovani l’invito: la fede abbia spazio e dia senso alla vostra vita.

Fonte: Radio Vaticana