Elezioni amministrative, impasse M5S: si teme effetto caso Sicilia e Genova

E’ il paradosso 5 Stelle: col vento in poppa per aspirare al governo nazionale ma deboli, se non debolissimi, nella prossima tornata elettorale. Il ‘pasticcio’ di Genova ha infatti duramente compromesso le possibilita’ di vittoria del Movimento nella citta’ natale di Grillo, l’unica in cui, alle prossime amministrative, il M5s poteva aspirare ad una vittoria netta e allo stesso tempo di forte impatto evocativo. Per il resto, i sondaggi e la situazione delle liste del M5s negli altri comuni di peso, non lasciano sperare nulla di buono per i 5 stelle. Dove invece il M5s rischia di fare l’ en plein, con risultati da Guinnes, sono le regionali siciliane: un primato con cui, tuttavia, se potessero scegliere preferirebbero di gran lunga non doversi confrontare. “Il nostro consigliere e candidato alla Regione lavora benissimo e siamo fiduciosi di quello che sta facendo. Ma inutile nascondersi dietro un dito: in una regione come la Sicilia il rischio di un ‘capotto’ sul modello Berlusconi nel 2001 ci fa paura” dice uno dei ‘dirigenti’ del Movimento. Il timore che il successo che potrebbe arrivare in Sicilia possa in futuro prefigurare situazioni gia’ vissute a Quarto, dove la giunta pentastellata venne travolta dall’inchiesta sui tentativi di infiltrazione della camorra nel Comune, spaventa. Ne’ i 5 Stelle, con il loro modello di organizzazione delle candidature, come il caso Genova conferma, hanno ancora trovato la quadra per garantirsi sulla ‘fedelta” degli aspiranti candidati. In Sicilia le elezioni si terranno il 5 novembre e il M5s non ha ancora presentato ufficialmente il proprio candidato presidente, che verra’ scelto nel corso delle prossime settimane dagli iscritti. Il leader del M5s in Sicilia e consigliere regionale Giancarlo Cancelleri, in pole position per la candidatura a governatore, ha di recente ribadito che il M5s, che ora sta scrivendo il programma anche per le regionali, votera’ on line sulla piattaforma Rousseau il proprio candidato alla presidenza e i componenti della lista per le regionali subito dopo avere depositato le liste per le amministrative. Il metodo dovrebbe essere quello adottato per le ‘comunarie” a Palermo, con i primi 5 piu’ votati tra i candidati a far parte della lista, che si contenderanno al secondo turno on line la candidatura a governatore per il movimento di Grillo. Ma proprio per il caos che si e’ verificato con le candidature a Palermo e dopo il flop del modello Genova, costruito proprio per cercare di ‘blindare’ la squadra di governo, non e’ escluso che si provi a giocare in Sicilia una nuova carta. Al di la’ del risultato, il modello della squadra scelta direttamente dal candidato come nel caso della candidatura di Massimo Bugani a Bologna, potrebbe diventare una tentazione per il Movimento. Il quale, intanto, spera in un risultato che alle amministrative sancisca un piazzamento su larga scala nei piccoli comuni. Su Parma, infatti, la lista del M5s non e’ nemmeno assicurata (il gruppo rimasto ‘fedele’ dopo l’addio di Pizzarotti non se la sente di ripresentarsi e i nuovi aspiranti sono ancora deboli); a Padova le comunarie rischiano di essere viziate dallo stesso vulnus invocato da Grillo per Genova (mancanza di preavviso) e anche a Piacenza in Movimento e’ spaccato e diviso in due tronconi.