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Crisi, consultazioni Quirinale più vicine: ecco tutti gli scenari ancora aperti

 Cosa succede dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte al Senato? Gli scenari, su cui si rincorrono voci più o meno fondate, sono almeno tre. Teoricamente sono tutti realizzabili. E potrebbero portare a risultati opposti: dalla conferma dell’alleanza giallo-verde (assai improbabile, vista l’accusa di slealtà che Beppe Grillo ha rivolto a Matteo Salvini) ad un

Crisi: cosa accadrà? Ecco tutti i passaggi parlamentari

Sara’ molto probabilmente domani il giorno clou per risolvere la crisi agostana del governo gialloverde. Al netto di annunci politici che potranno arrivare, se Matteo Salvini non avra’ ritirato la mozione di sfiducia, ricucendo lo strappo con il M5s, ecco quali saranno i passaggi per fare chiarezza e capire se e come proseguira’ la legislatura.

M5S, da Di Maio no a Salvinini: in campo per gestione collegiale della crisi

La crisi di governo, che con ogni probabilita’, si aprira’ domani, sara’ comunque gestita collegialmente: e’ stata infatti accolta la richiesta formulata dai deputati di coinvolgere in tutte le prossime mosse i capigruppo M5s di tutte le commissioni parlamentari. E’ quanto apprende l’AGI al termine dell’assemblea dei gruppi parlamentari del Movimento 5 Stelle secondo cui

Crisi, Zingaretti: nessuna trattativa salvo un Governo forte

Mentre le voci che vogliono la trattativa tra M5s e Pd per il nuovo esecutivo giallorosso piu’ che avviata si moltiplicano, dal quartier generale del Nazareno Nicola Zingaretti non cede e ribadisce la linea ufficiale del partito. Oggi e’ stato costretto a farlo per ben due volte: una al mattino e una a meta’ pomeriggio

Governo sull’orlo della crisi: volano tra Lega e M5S

“Non piu’ credibile” e inaffidabile. Non usano mezzi termini i 5 Stelle per bollare il comportamento di Matteo Salvini, l’ex alleato del Governo del cambiamento. E’ vero che le danze della crisi, politicamente gia’ in atto, si apriranno dal punto di vista istituzionale, martedi’ prossimo, 20 agosto – quando il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

Crisi di Governo: ecco tutti gli scenari aperti

Sara’ molto probabilmente martedi’ la giornata clou di questa strana crisi agostana. Che, tra l’altro, tecnicamente ancora non si potrebbe chiamare crisi, dato che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non si e’ dimesso ne’ e’ stato sfiduciato. Ecco dunque, mentre via social i leader politici si scambiano stilettate e occhiolini, cosa potrebbe succedere. In

Crisi, come rimanere a galla: si parte il 20 agosto

Tre giorni al ‘redde rationem’ al Senato: carte coperte, tattica dell’attesa e occhiate di tralice tra le due forze di governo. Parlare apertamente vorrebbe dire avviare le danze, in qualche modo dare all’interlocutore un appiglio per rilanciare e smuovere le acque. Nessuno lo vuole, e cosi’ continua il ‘surplace’, come quelli che nel ciclismo su

Governo ‘in crisi’, le tre opzioni di Conte: Salvini studia colpo di scena

In un lungo surplace che sarebbe piaciuto a Felice Gimondi, Matteo Salvini e Giuseppe Conte si guardano a distanza, studiando le mosse l’uno dell’altro, in vista delle comunicazioni del presidente del Consiglio al Senato martedì prossimo. Cosa farà “l’avvocato del popolo” dipenderà anche da quel che deciderà il capo della Lega? Forse no, ma è

Crisi, Calenda: “Se Pd dialoga con M5S farò un nuovo partito”

Se la direzione dem chiedera’ di verificare l’ipotesi di un accordo con M5s “vorra’ dire che il Pd avra’ definitivamente abdicato alla rappresentanza del mondo liberaldemocratico” e “io questa cosa non la accettero'”: e’ l’avvertimento lanciato da Carlo Calenda in un’intervista al Foglio in cui ha spiegato che “a quel punto sara’ inevitabile lavorare a

Crisi, M5S: non torniamo indietro ma nessuna mossa azzardata

“Presidente, abbiamo bisogno di te. Il Paese ha bisogno di te”. Alla viglia della possibile formalizzazione istituzionale della crisi di governo, sarebbe questo l’appello della base M5s lanciato a Giuseppe Conte. Due le consapevolezze contrapposte: 1) con la Lega non e’ piu’ possibile andare avanti. Anche se il Carroccio dovesse, alla fine, orientarsi per non