M5S: reddito di cittadinanza e quota 100 non si toccano

“Ancora una volta ci ritroviamo a leggere notizie infondate che riguardano il reddito di cittadinanza e quota 100. Chiariamo subito una cosa: per il MoVimento 5 Stelle queste due misure non si toccano e non ci sarà nessuna modifica fino a che saremo al governo”. Lo ha scritto oggi il MoVimento 5 Stelle sul Blog delle Stelle, smorzando la polemica interna alla maggioranza di governo. “Abbiamo finalmente dato speranza e dignità a milioni di cittadini che per anni sono stati completamente abbandonati dalla politica, abbiamo dato ad anziani e famiglie la possibilità di pagare una visita specialistica, il riscaldamento e di fare la spesa. Abbiamo dato il diritto di andare in pensione dopo anni di sacrifici a tutti quei lavoratori che sono stati ingannati da una legge ingiusta e dolorosa come la Fornero. Tutto questo era nel nostro programma con cui ci siamo presentati alle elezioni nel 2018, e noi le promesse le manteniamo. I voti del MoVimento 5 Stelle per cambiare o smantellare due conquiste sociali e di umanità come queste non ci saranno mai”. “Se qualcuno pensa che il Reddito di Cittadinanza sia una misura da cancellare e da rivedere perché assistenziale e incapace di creare occupazione, omettendo ad arte che parliamo di uno strumento a regime da poco più di otto mesi, forse farebbe meglio a tacere” fanno eco i senatori del M5S e componenti della commissione Lavoro di Palazzo Madama. “Chi sostiene questa tesi per opportunismo politico – proseguono – o è in malafede o ignora che per verificare l’efficacia di uno strumento in economia serve tempo e un’analisi di medio termine”.

“L’Istat oggi certifica che in Italia sono dovuti passare 10 anni per riportare il tasso di occupazione ai livelli precrisi – aggiungono – Forse sarebbe più onesto nei confronti di intere generazioni di giovani, che senza il Decreto Dignità sarebbero rimaste nel limbo del precariato a vita, ricordare chi c’era alla guida del Paese nel 1998 e poi nel 2002, quando si è aperto le porte al far west dei contratti precari in Italia senza accompagnare la ‘flessibilità’ con adeguati strumenti di sostegno al reddito e ricollocazione delle persone nel mercato del lavoro. O quando si è deciso di aumentare i requisiti per la pensione, bloccando il tour over”. “Con l’introduzione del Reddito di Cittadinanza – concludono – stiamo costruendo un sistema di politiche attive del lavoro, che non lascia indietro nessuno. Parliamo di una misura di civiltà attesa da decenni che assegna un sostegno economico ai beneficiari, li riqualifica ricollocandoli nel mercato del lavoro, e che ha avuto il merito, dati Inps alla mano, in poco più di 8 mesi di ridurre il tasso di povertà del 60%, consentendo a oltre 28 mila persone di trovare un lavoro”. Nelle scorse ore erano state le parole del ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova a riaccendere il dibattito. “Mi aspetto che il governo cambi passo e che non ci siano totem – aveva dichiarato – Il reddito di cittadinanza dovrebbe servire a collocare al lavoro e invece alimenta il lavoro nero. Togliamolo, perché non è utile ma dannoso. Quota 100? Io non ho cambiato idea, il Pd evidentemente sì, se non pensa più ad abolirla”.

 Dura la reazione della senatrice del Movimento 5 Stelle Barbara Lezzi: “Alla Bellanova fa schifo il reddito di cittadinanza. La maggioranza del governo di cui fa parte non ha intenzione di abrogarlo anzi intende migliorarlo. Perché non si dimette?”. “Che il reddito di cittadinanza non funzioni lo dicono i numeri. E Lezzi nega l’evidenza. Quando le cose non funzionano devono essere modificate per il bene del Paese – ha risposto la deputata di Italia Viva Raffaella Paita – La senatrice pentastellata, poi, sembra avere un’ossessione nei confronti della ministra Bellanova. Cerca le scuse più assurde per chiederne le dimissioni, ancora una volta cadendo nel ridicolo. In un Paese normale Lezzi non avrebbe mai fatto il ministro”. Ugualmente critica la posizione di +Europa. “Anche nella maggioranza si è capito che i due provvedimenti simbolo del governo Conte 1 sono errori da cancellare. Le forze di maggioranza che al tempo erano all’opposizione, PD e IV, imporranno una discontinuità su questo tema e sulla prescrizione oppure si presteranno ancora a sostenere un governo in continuità con l’agenda M5S?”. Lo ha dichiarato il segretario del partito, Benedetto Della Vedova. È toccato quindi al premier Giuseppe Conte chiarire come stanno le cose. “Dopo l’approvazione della manovra, non è all’ordine del giorno dell’agenda di governo alcuna revisione né di Quota 100 né del reddito di cittadinanza”, hanno precisato fonti di Palazzo Chigi, smentendo le ultime indiscrezioni circolate.