Legge elettorale, pressing Lega su FI: appoggi quesiti. Cav prende tempo

Nella Lega raccontano che Calderoli ha completato il lavoro sui quesiti referendari per eliminare la componente proporzionale dall’attuale legge elettorale. Ma ora per la riuscita dell’operazione manca il pieno appoggio di Forza Italia. Serve che la maggioranza assoluta nelle cinque regioni governate dal centrodestra si pronunci a favore entro fine settembre. Per questo motivo e’ partito il pressing affinche’ Berlusconi decida il da farsi. L’incontro tra Berlusconi e Salvini c’e’ stato venerdi’ ma in questi giorni molti parlamentari azzurri – a partire da Brunetta – hanno espresso dubbi sui quesiti referendari. Perplessita’ che non vengono contemplate nel partito di via Bellerio. “O Berlusconi – spiega un ‘big’ ex lumbard – garantisce l’unita’ del suo partito oppure non sara’ invitato nella piazza del 19 ottobre e ognuno fara’ la propria battaglia”. Il Cavaliere in realta’ ha gia’ fatto sapere all’ex ministro dell’Interno di essere ancorato al maggioritario ma si trova a fronteggiare le spinte contrapposte nel partito. Dove – dicono dalla Lega – “la parte lettiana insiste per una collocazione del partito al centro”. Berlusconi al suo ritorno da Strasburgo vedra’ i suoi. Nel frattempo prende tempo. In attesa di vedere il testo del quesito, di comprendere se e’ ammissibile e se la maggioranza degli italiani e’ favorevole.  “Forza Italia si atterra’ alle indicazioni del suo presidente”, dice uno dei berlusconiani doc. Ma i forzisti sono sempre piu’ spaccati, con una parte che teme di essere inglobata dalla Lega magari in una lista unica del centrodestra e guarda con interesse ad un’ipotesi di legge di tipo proporzionale. Rimanendo fredda su un referendum sulla legge elettorale e sulla sicurezza. Il convincimento tra gli ‘ex lumbard’ e’che Renzi potrebbe portare il Paese al voto in primavera, per questo motivo – spiegano fonti parlamentari del Carroccio – sarebbe logico che il centrodestra si presentasse unito in questa battaglia. In realta’ la parola ‘centrodestra’ verra’ archiviata. Salvini sta studiando una nuova dicitura, qualcuno ipotizza che possa far riferimento alla vera Italia che governa le regioni. Ma se sulle regionali l’accordo tra FI e Lega e’ pressoche’ fatto, sul resto c’e’ ancora da costruire una strategica comune. Salvini punta tutte le sue fiches sull’opposizione dura e pura. Fonti parlamentari riferiscono che e’ al vaglio la candidatura di un senatore M5s che vorrebbe entrare al gruppo della Lega. E viene spiegato che e’ stata costituita una ‘task force’ tra i presidenti di Commissione di guida leghista per mettere il bastone tra le ruote a Pd e M5s. L’incontro tra Berlusconi e Salvini e’ servito per riannodare i fili del dialogo, ma il passaggio decisivo sara’ proprio sui quesiti referendari. Con la Lega che frena – per rassicurare il fronte ‘moderato’ interno a FI – ipotesi di lista unica del centrodestra. La posizione di Berlusconi verra’ ufficializzata durante la festa organizzata da Tajani a Viterbo, mentre nel fine settimana e’ prevista la festa di Fdi. Meloni ha lanciato una raccolta firme per l’introduzione del presidenzialismo e mira ad allargare la destra. Con la consapevolezza – sostiene un deputato di Fratelli d’Italia – che Salvini e’ destinato a perdere consensi, cosi’ come Berlusconi. Ecco perche’ il partito punta a lanciare la carta della leadership del presidente di Fdi.