Governo: Conte chiede fiducia per manovra equa e taglio cuneo

Sarà una manovra all’insegna dell’equità, oltre che della crescita, la prima legge di bilancio del governo M5s-Pd. Giuseppe Conte lo prometterà nel tratteggiare le linee di fondo nel discorso programmatico alle Camere con il quale chiederà la fiducia al suo nuovo governo. Parole chiave: sviluppo, investimenti, crescita. Nella consapevolezza che quest’anno, con la zavorra di 23 miliardi di aumento dell’Iva da disinnescare, far quadrare i conti non sarà facile. Ma a dare il segno di un cambio di passo rispetto solo a qualche mese fa, sarà proprio il tema dell’equità. E la scelta di archiviare la flat tax leghista per dare la precedenza alle tasse sul lavoro. Conte trascorre la giornata al lavoro sul discorso programmatico nel suo ufficio a Palazzo Chigi. A dare il segno dell’impronta del nuovo governo ci saranno le parole del premier ma anche i suoi primi impegni pubblici: non è escluso che dedichi subito una visita alle aree del centro Italia colpite dal terremoto, mercoledì potrebbe poi essere a Bruxelles e sabato è atteso, come da tradizione, alla Fiera del Levante. Il rapporto con l’Europa sarà uno dei cardini della nuova stagione. Cruciale sia per la legge di bilancio, sia per un tema delicato per i nuovi alleati giallorossi come l’immigrazione. A Palazzo Chigi non passa perciò inosservato il messaggio del capo dello Stato Sergio Mattarella agli imprenditori riuniti a Cernobbio, in cui invoca un riesame del patto di stabilità. Lo stesso premier una settimana fa nella sua intervista alla Versiliana aveva sollevato il tema, su cui batterà nei prossimi mesi. In Parlamento preannuncerà un rilancio del dialogo con l’Ue improntato a una “critica costruttiva”, per un’Europa “più solidale, equa, giusta, vicina ai cittadini”. Il che si traduce, sul piano economico, in margini (fin da questa manovra) per misure come lo stop all’aumento dell’Iva, il taglio del cuneo fiscale ai lavoratori, il salario minimo. Sul fronte migranti, uno sforzo maggiore sul ricollocamenti e redistribuzione. Sembra già lontana, vista da Roma e da Bruxelles, la stagione del sovranismo anti-europeista e del vero e proprio “cordone sanitario” attorno alla Lega (il premier avrà ora al suo fianco nel trattare con la Commissione i Dem Roberto Gualtieri ed Enzo Amendola). Lontana anche la stagione della tassa piatta salviniana. Il premier dovrebbe annunciare, guardando al medio termine (più in là della legge di bilancio di quest’anno), una riforma fiscale all’insegna del “pagare tutti le tasse ma pagarle di meno”. Nel suo discorso dovrebbe poi soffermarsi sui temi ambientali, non solo in chiave di difesa di natura e territorio, ma anche come occasione di sviluppo. Un capitolo del discorso programmatico dovrebbe essere poi dedicato alle categorie che già durante le consultazioni aveva posto al centro dei suoi interventi: giovani, terremotati e i disabili. A loro verrà data attenzione a partire dalla manovra, così come alla scuola, l’università e la ricerca. Infine, un passaggio importante – e atteso – del discorso dovrebbe essere dedicato ai rapporti tra gli alleati di governo. Il premier vuole dare da subito una nuova impronta di metodo, oltre anche di merito, all’azione di governo. Di qui il porre al centro parole chiave come la leale collaborazione e il rispetto delle istituzioni: a Matteo Salvini rimproverò di non aver tenuto sempre fede a questi impegni, nel discorso in Senato che chiuse la stagione gialloverde. Ora l’intenzione è ripartire su queste basi, con un confronto continuo tra alleati e costruttivo, in modo da archiviare la stagione dei provvedimenti “salvo intese”. Le difficoltà non mancano e i rapporti si testeranno da subito: il Def da approvare entro il 27 settembre e la legge di bilancio da varare entro il 15 ottobre saranno i primi banchi di prova.