Elezioni Regionali, Nardella: in Toscana saranno test anche per tenuta governo

“Occorre che il gruppo dirigente del Pd toscano prenda di petto la questione della candidatura e del programma, la affronti con grande sensibilita’, e soprattutto con la consapevolezza che il test delle elezioni in Toscana non e’ solo un test regionale, ma e’ anche un test per il Pd nazionale e, perche’ no, per la tenuta di questo governo”. Cosi’ il sindaco di Firenze, Dario Nardella, alla Festa dell’Unita’ nel capoluogo toscano. Per le Regionali, ha spiegato Nardella, la priorita’ e’ “avere una candidatura unitaria, intorno alla quale si ritrova un partito unito, con un gruppo dirigente unito; perche’ quando si lavora cosi’, si da’ anche fiducia agli elettori”. “Non sono contro le primarie a priori – ha detto ancora il sindaco di Firenze – pero’ se le primarie diventano la strada obbligata per l’incapacita’ di un partito di cercare una soluzione unitaria, allora diventa un ripiego, e non sono certo una dimostrazione di compattezza e di solidita’”. “Da sindaco – ha proseguito Nardella – piu’ che chiedere che il gruppo dirigente prenda in mano la questione, e con grande senso di responsabilita’ trovi la strada migliore, non so cosa fare. Sono disponibile a dare una mano. Non me la sento di fare critiche a nessuno, non faccio nomi, non e’ questo il punto: c’e’ un gruppo dirigente di questo partito, mi appello a tutte le anime, mettiamoci insieme, abbiamo ancora un po’ di tempo. Se siamo in grado di trovare una soluzione unitaria io credo che questa sia la cosa migliore”. Se al contrario “non siamo in grado – ha aggiunto – allora governiamo anche tutto quello che viene dopo, comprese le primarie: non possiamo aspettare gli eventi, e le primarie soprattutto non vanno scelte come ripiego”. Per Nardella “dobbiamo dimostrare di aver fatto tutto il possibile per cercare un candidato unitario: se arriveremo alla conclusione che, nonostante tutti i tentativi fatti, non ci sono le condizioni, allora affrontiamo le primarie, governiamole. Pero’ ci vuole linearita’, determinazione, pazienza e dobbiamo soprattutto lavorare insieme”. “Non sono contro le primarie a priori – ha proseguito Nardella – però se le primarie diventano la strada obbligata per l’incapacità di un partito di cercare una soluzione unitaria, allora diventano un ripiego, e non sono certo una dimostrazione di compattezza e di solidità. Se invece il gruppo dirigente si riunisce e trova nelle primarie la soluzione migliore anche per promuovere un dibattito interno, allora il discorso è diverso, ma siamo sempre al solito punto: occorre che il gruppo dirigente del Pd toscano prenda di petto la questione della candidatura e del programma, la affronti con grande sensibilità”. Il sindaco si è detto “disponibile a dare una mano” in questo processo: “Non me la sento di fare critiche a nessuno, non faccio nomi, non è questo il punto, non c’è la responsabilità di Tizio o Caio. C’è un gruppo dirigente di questo partito, mi appello a tutte le anime: mettiamoci insieme, abbiamo ancora un po’ di tempo. Se siamo in grado di trovare una soluzione unitaria io credo che questa sia la cosa migliore; se non siamo in grado però allora governiamo anche tutto quello che viene dopo, comprese le primarie, non possiamo aspettare gli eventi, e le primarie soprattutto non vanno scelte come ripiego”. Quindi, ha ribadito Nardella, “dobbiamo dimostrare di aver fatto tutto il possibile per cercare un candidato unitario: se arriveremo alla conclusione che, nonostante tutti i tentativi fatti, non ci sono le condizioni per un candidato unitario, allora affrontiamo le primarie, governiamole. Però ci vuole linearità, determinazione, pazienza e dobbiamo soprattutto lavorare insieme”.