Da Sace a Eni ed Enel: si apre la partita nomine

Parte la girandola delle nomine nelle partecipate pubbliche. Uno dei dossier economici più pesanti che il governo si troverà a gestire da qui alla prossima primavera sarà proprio quello del rinnovo dei vertici e dei membri dei consigli di amministrazione delle società in cui il ministero dell’Economia o la Cdp hanno una quota di maggioranza. Da Eni a Leonardo, da Enel a Poste, fino a Sogin e alla nuova Alitalia si tratta di centinaia di caselle da riempire, trovando di volta in volta un accordo tra M5S e Pd. Uno dei nodi rimasti irrisolti nel Conte-uno è ad esempio il futuro di Sace, rimasto finora in bilico tra una scelta di continuità o di cambiamento. Gli incarichi di presidente e amministratore delegato, in mano rispettivamente a Beniamino Quintieri e Alessandro Decio, sono scaduti da tempo, ma l’impossibilità di trovare un accordo tra l’ex ministro dell’economia, Giovanni Tria, favorevole ad una conferma, e la maggioranza gialloverde, più propensa al cambiamento, aveva reso il mantenimento dello status quo una scelta obbligata. Resiste dal 2007 Domenico Arcuri, amministratore delegato alla guida di Invitalia affiancato dal presidente Claudio Tesauro. Nominati nell’agosto del 2016 sono anche loro scaduti, ma il Mef non ha ancora provveduto ad un eventuale ricambio. Stesso dicasi per Sogei, Simest, Sogin e Ansaldo Energia, da considerare le più urgenti anche se forse le meno appetibili per i top manager italiani che puntano alla guida dei grandi gruppi. Con le assemblee del 2020 andranno infatti rinnovati i cda dei big dell’industria e dei servizi: Enel, Eni, Poste, Terna e Leonardo. Amministratori delegati delle società energetiche sono oggi Francesco Starace e Claudio De Scalzi, entrambi nominati dal governo Renzi nel 2014 privilegiando la via interna (Starace guidava Enel Green Power e De Scalzi era il responsabile della divisione Exploration & Production di Eni) ed entrambi confermati per un altro triennio nel 2017. Starace, intercettato a Cernobbio, taglia secco su voci circolate in passate di possibili passaggi da Enel ad Eni. “La transizione energetica in corso nel mondo è appena agli inizi. Enel è protagonista e in molti versi all’avanguardia di questa trasformazione: c’è un enorme numero di cose da fare, tutte entusiasmanti. Non ho motivo ne interesse ad altri sviluppi altrove; non esiste possibilità che io contempli Eni”. Su De Scalzi invece pesa il rinvio a giudizio, malvisto dai Cinquestelle, per l’accusa di corruzione internazionale per l’acquisto di un giacimento in Nigeria. Per l’ex-Finmeccanica, Terna e Poste i giochi sono ancora tutta da fare, così come per Alitalia, che con l’ingresso di Ferrovie e del Tesoro si è trasformata in una società pubblica.

[], [], [], []