Governo giallorosso: ecco i 5 punti (piu’ 3) del Pd a confronto con i 10 di M5S

Il Pd fissa i suoi 5 ‘paletti’ per l’accordo con M5s e la possibile nascita di un governo di ampio respiro e di legislatura. Una sorta di ‘mini’ programma approvato all’unanimita’ dalla Direzione. Poi, il segretario dem, nel giorno delle consultazioni al Colle, rilancia con tre ulteriori paletti “non negoziabili” anche se, viene spiegato, sono solo la declinazione piu’ stringente di quanto votato ieri. Il Movimento 5 stelle replica con 10 punti programmatici ritenuti “fondamentali”. Confrontando le posizioni ufficiali delle due forze politiche, non si ravvisano – scorrendo l’elenco dei vari punti – evidenti ‘ostacoli’ che potrebbero far naufragare il confronto. Ad esempio, su alcuni temi, non emergono distanze insormontabili, anche se ci si puo’ basare al momento, nel fare un raffronto, sui soli titoli. E’ necessario, infatti, vedere poi come vengono declinati i vari punti.

Questo il confronto tra alcuni temi principali:

– IMMIGRAZIONE – Il Pd chiede una “svolta profonda” sulle politiche fin qui messe in atto dal governo Conte. I 5 stelle chiedono misure a “contrasto del fenomeno dell’immigrazione clandestina e della tratta degli esseri umani, con politiche mirate dell’Unione Europea nei Paesi di provenienza e transito. Oltre alla modifica del Regolamento di Dublino”. Non vi e’ alcuna rivendicazione dei provvedimenti approvati ne’ si fa cenno alla linea dura messa in campo da Salvini. – RIFORME – M5s chiede di proseguire con il taglio dei parlamentari, una priorita’. Ma non detta tempi stringenti, anzi Di Maio parla di obiettivo da realizzare nella legislatura. Il che, potrebbe essere un’apertura ai dem, che cosi’ com’e’ ora la riforma non la voterebbero ma sarebbero disponibili a un confronto su alcune modifiche (e magari affrontando anche la riforma della legge elettorale, altro punto che potrebbe rappresentare un elemento di incontro).

– MANOVRA – Pd e M5s convergono sulla necessita’ di mettere in atto misure di “equita’” e di bloccare l’aumento dell’Iva. Tra i punti dem si legge: “equita’ sociale, territoriale, generazionale e di genere. In tale logica affrontare le priorita’ sul fronte lavoro, salute, istruzione, ambiente, giustizia. Evitare l’inasprimento della pressione fiscale a partire dalla necessita’ di bloccare con la prossima legge di bilancio il previsto aumento dell’Iva”. I 5 stelle chiedono: “Una manovra equa, stop all’aumento Iva, salario minimo, taglio del cuneo fiscale, sburocratizzazione, famiglie, disabilita’ e emergenza abitativa”. Su un punto, in particolare, il taglio del cuneo fiscale, le due forze convergono, come emerso nel corso di questi mesi. Anche sul fronte green e ambientale i punti di dem e pentastellati non divergono in maniera sostanziale.

– AUTONOMIA DIFFERENZIATA: il M5s rinnova la necessita’ di proseguire la riforma sull’Autonomia differenziata. Riforma che interessa – e fortemente voluta – anche una regione a guida Pd, l’Emilia Romagna. Ci sono poi alcuni temi che non sono ricompresi nei 5 punti dem, elencati invece dai 5 stelle. E che, sulla carta, potrebbero creare qualche tensione alla luce delle posizioni diverse emerse negli ultimi anni. E’ il caso, ad esempio, del tema delle banche. Anche sul fronte giustizia potrebbero sorgere problemi, ad esempio sulla riforma del Csm (l’elezione a sorteggio), ma sulla riduzione dei tempi dei processi ci sarebbe condivisione. Quanto al conflitto di interessi, in commissione alla Camera si stavano esaminando diverse proposte, tra cui una a firma Pd. Da ricordare infine che diversi punti elencati oggi da Di Maio erano gia’ contenuti nel contratto di governo siglato con la Lega.