Crisi non cambia rating, Fitch: “voto fa bene a Italia”

Come previsto il giudizio di Fitch sull’Italia non cambia. La crisi di governo non ha influito sulla pagella del nostro paese che resta BBB con outlook negativo. C’e’ pero’ un passaggio rilevante nella nota dell’agenzia di rating. “In caso di elezioni, vediamo un moderato potenziale di rialzo della sostenibilita’ del debito a medio termine nel caso in cui il nuovo governo sia piu’ stabile e un orizzonte piu’ ampio di programmazione faciliti qualche aggiustamento di bilancio”, nonche’ una politica economica di “supporto alla crescita”. Quindi, sottolinea l’agenzia di rating, ci potrebbero essere effetti positivi sulle finanze pubbliche nel caso in cui il nuovo governo sia piu’ stabile del precedente e punti su una politica economica che abbia nella crescita economica la sua stella polare. Tuttavia, immediatamente dopo, l’agenzia ammonisce che ci sono “rischi negativi per le prospettive di bilancio qualora un futuro governo decidesse di disimpegnarsi dalle regole di bilancio dell’Ue e sia piu’ disponibile a rischiare una maggiore instabilita’ dei mercati finanziari”. In ogni caso, il vero argine a politiche fiscali contro le regole Ue, spiega Fitch, saranno i mercati il “principale ostacolo a un maggior allentamento fiscale”. Una sorta di avvertimento. Fitch nota anche che “negli ultimi mesi il sentiment dei mercati obbligazionari e’ migliorato nei confronti dell’Italia”. Dati alla mano, l’agenzia internazionale spiega che “i rendimenti dei titoli di Stato decennali italiani sono scesi all’1,4% a fine luglio dal 2,4% di fine maggio 2019” dopo le elezioni europee e in piena trattativa con la Commissione europea sulla procedura per debito eccessivo. “Cio’ riflette anche le aspettative del mercato secondo cui i tassi di interesse di politica monetaria rimarranno bassi piu’ a lungo e la possibilita’ che la Bce riprenda il programma di acquisti di titoli di Stato”. Quindi, i bassi tassi di interesse ed una politica monetaria accomodante da parte della Bce sosterranno “l’onere del debito di soggetti sovrani fortemente indebitati come l’Italia, ma – sottolinea Fitch – potrebbe anche allentare la pressione sul governo sulla strada della riduzione del debito pubblico e dell’attuazione delle riforme strutturali”.

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