Crisi: ecco le tappe per la formazione del nuovo governo o elezioni anticipate

Si sono aperte al Quirinale le Consultazioni del capo dello Stato, Sergio Mattarella, per la formazione del nuovo Governo a fronte delle dimissioni del premier Giuseppe Conte. Due le possibili strade in questa crisi agostana: elezioni anticipate e formazione di un nuovo esecutivo.

FORMAZIONE DEL NUOVO GOVERNOCONSULTAZIONI: Saranno i colloqui nello studio alla Vetrata tra il presidente della Repubblica e i gruppi parlamentari a segnare la strada della crisi. Dopo un primo giro il capo dello Stato potrebbe prendersi qualche giorno di riflessione o concederne ai gruppi politici che hanno manifestato la volontà di creare una maggioranza.

PREMIER INCARICATO: Il presidente della Repubblica chiama al Quirinale il premier designato dai gruppi politici per conferirgli l’incarico, che accetta normalmente con riserva. In questo caso il premier incaricato avvia di persona delle consultazioni con i gruppi politici per sondare la dispobilità a un eventuale sostegno. Alla fine dei colloqui il presidente del Consiglio sale al Quirinale e scioglie la riserva: confermando di essere o meno pronto ad avviare il nuovo esecutivo. In caso di incarico confermato, il presidente del Consiglio presenta al capo dello Stato la lista dei ministri, che dovranno essere nominati con decreto del presidente della Repubblica.

GIURAMENTO: La squadra di governo sarà accolta nel salone delle feste del Quirinale per il giuramento nelle mani del presidente della Repubblica.

CERIMONIA DELLA CAMPANELLA: E’ un tradizionale rito simbolico che si svolge a Palazzo Chigi nel quale avviene la consegna dello strumento con cui si dà inizio alle riunioni del Consiglio dei ministri e che segna formalmente il passaggio di potere tra il presidente del Consiglio uscente e quello entrante.

FIDUCIA ALLE CAMERE: Dopo l’avvicendamento tra i due presidenti, il neoeletto si presenta a Camera e Senato per verificare la fiducia del Parlamento. questo passaggio è così regolamentato dall’articolo 94 della Costituzione: “Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. […] La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione”.

ELEZIONI ANTICIPATE In caso di esito negativo delle Consultazioni, quindi nessuna maggioranza possibile pronta a prendere le redini del Paese, Mattarella al termine delle Consultazioni procederà con la nomina di un premier tecnico, che guidi un esecutivo elettorale, e che sarà rimandato alle Camere per la fiducia (che ovviamente non ci sarà). A questo punto si procederà allo scioglimento delle Camere indicendo contestualemente, in accordo con il ministro dell’Interno sfiduciato, la data delle elezioni. La chiamata alle urne dovrà essere non prima dei 45 giorni e non oltre i 70 dalla data dello scioglimento del Parlamento.