Crisi di governo ed economia in crescita: i casi nell’Ue

 Instabilita’ politica e crisi economica non sempre vanno a braccetto: come ha dimostrato il caso del Belgio, e piu’ di recente quello della Spagna, a fronte di una crisi di governo o della mancanza stessa di un esecutivo, c’e’ chi continua a marciare. Tra i Paesi europei a detenere un record di stallo istituzionale associato a numeri in crescita c’e’ il Belgio che tra il 2010 e il 2011 conobbe un vuoto di potere per ben 541 giorni, prima che il socialista Elio Di Rupo riuscisse a comporre una compagine governativa; tuttavia il 2010 si chiuse con un balzo in avanti del 2% del Pil, si abbasso’ il debito pubblico e si impenno’ l’occupazione. Quanto alla Spagna, politica ed economia viaggiano parallele ma senza incontrarsi gia’ da qualche anno: il Paese e’ attualmente avvitato in una grave crisi istituzionale, con il vincitore delle ultime elezioni del 28 aprile scorso, il socialista Pedro Sanchez, che lotta contro il tempo, dopo mesi di negoziati infruttuosi con Podemos di Pablo Iglesias, per riuscire a formare un governo entro il 23 settembre ed evitare cosi’ di dover riportare la Spagna al voto per la quarta volta in quattro anni. E prima di lui, anche il leader dei conservatori, Mariano Rajoy, aveva conosciuto anni difficili: le elezioni del 2015 non avevano portato a una maggioranza di governo; dopo mesi di negoziati fallimentari, si era tornati al voto l’anno successivo e ne era nato un governo di minoranza guidato dal Pp, sopravvissuto a fatica per due anni. Nonostante tutto cio’, i numeri parlano di un’economia in forte crescita, quella che segna il maggiore sviluppo nell’Eurozona, quinto anno consecutivo di un andamento piu’ che positivo, con un Pil che ha chiuso il 2018 con +2,6% e le previsioni che indicano un 2,2% per quest’anno, un 1,9% nel 2020 e un 1,7% nel 2021.