Papa: nessun egoismo nell’animo di un cristiano, no individualismo

 “Diversamente dalla societa’ umana, dove si tende a fare i propri interessi a prescindere o persino a scapito degli altri, la comunita’ dei credenti bandisce l’individualismo per favorire la condivisione e la solidarieta’”. Cosi’ Papa Francesco durante l’Udienza Generale incentrata sul brano degli Atti degli Apostoli che riguarda la vita della comunita’ primitiva tra l’amore di Dio e l’amore ai fratelli. “Non c’e’ posto per l’egoismo nell’animo di un cristiano – ha aggiunto a braccio -. Se sei egoista sei un danno perche’ cerchi il tuo favore, il tuo profitto”. L’evangelista Luca “ci dice che – ha continuato il Pontefice – i credenti stanno insieme, segno che la grazia battesimale li ha sradicati dalla coscienza isolata e dall’autoreferenzialita’. Cadono antagonismi e divisioni, vengono meno le rivalita’ tra giovani e vecchi, uomini e donne, ricchi e poveri”. Nel racconto di Luca, “la chiesa di Gerusalemme” e’ “il paradigma di ogni comunita’ cristiana”, icona di “una fraternita’ – ha detto Francesco – che affascina e che non va mitizzata ma nemmeno minimizzata”.  Quattro quindi sono gli elementi che caratterizzano la vita dei credenti di quella primitiva comunita’: la perseveranza nell’ascolto degli insegnamenti degli apostoli, la pratica di “un’alta qualita’ di rapporti interpersonali anche attraverso la comunione dei beni spirituali e materiali”, il dialogo con Dio attraverso la preghiera e la “frazione del pane”, cioe’ l’Eucaristia. E il Papa, ripetendo questi quattro atteggiamenti ha osservato che sono queste le “tracce di un buon cristiano”. I cristiani, ha proseguito il Papa, sono chiamati a condividere, a immedesimarsi con gli altri e a dare, come leggiamo negli Atti: ‘secondo il bisogno di ciascuno’ e spiega: “Cioe’ la generosita’, l’elemosina, il preoccuparsi dell’altro, visitare gli ammalati, visitare coloro che sono nel bisogno, che hanno necessita’ di consolazione”. Solo a queste condizioni, afferma, questa fraternita’ che e’ la Chiesa “puo’ vivere una vita liturgica vera e autentica”. La perseveranza della comunita’ nel rapporto autentico con Dio e con i fratelli, ha continuato Francesco, diventa inoltre garanzia di crescita, “forza attrattiva che affascina e conquista molti”. Ecco perche’ nessun egoismo deve esserci nel cuore di un cristiano: “Se il tuo cuore e’ egoista tu non sei cristiano: sei un mondano – ha detto il Papa a braccio -, che soltanto cerchi il tuo favore, il tuo profitto. E Luca ci dice che i credenti stanno insieme cioe’ la prossimita’ e l’unita’ sono lo stile dei redenti: vicini, preoccupati uno per l’altro, non per sparlare dell’altro. No: per aiutare, per avvicinarsi”. Alla fine il Pontefice ha concluso: “Preghiamo noi lo Spirito Santo perche’ faccia delle nostre comunita’ luoghi in cui accogliere e praticare la vita nuova, le opere di solidarieta’ e di comunione, luoghi in cui le liturgie siano un incontro con Dio, che diviene comunione con i fratelli e le sorelle, luoghi che siano porte aperte sulla Gerusalemme celeste”.