Taglio parlamentari: solo 400 deputati e 200 senatori

Manca solo il voto finale per licenziare in seconda lettura conforme il ddl di riforma costituzionale che riduce il numero dei parlamentari dagli attuali 945 a 600 complessivi. L’Aula della Camera ha infatti terminato l’esame degli emendamenti e degli articoli e nella seduta di domani pomeriggio si procedera’ con le dichiarazioni di voto e il voto finale. Con il via libera di Montecitorio la riforma targata M5s e Lega, ma fortemente voluta soprattutto dai pentastellati, e’ a meta’ del suo percorso: essendo una riforma della Costituzione, sono necessarie quattro letture complessive, due per ciascun ramo del Parlamento, purche’ non subentrino modifiche al testo. Dovranno ora trascorrere tre mesi per le due ultime letture conformi da parte di Senato e Camera, come dispone l’articolo 138 della Carta. Ecco cosa prevede la riforma.

TAGLIO DEPUTATI I deputati, ora in tutto 630, vengono ridotti a 400. La ‘sforbiciata’ riguarda anche i deputati eletti all’estero, che passano dagli attuali 12 a un massimo di 8.

TAGLIO SENATORI I senatori, che sono in tutto 315 – quelli elettivi, a cui poi si aggiungono i senatori a vita – vengono ridotti a 200 totali. Come per la Camera, anche in questo caso gli eletti all’estero passano da 6 a 4. Viene modificata anche la ripartizione dei seggi tra le Regioni o le Province autonome: si effettua “in proporzione alla loro popolazione, quale risulta dall’ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei piu’ alti resti”.

SENATORI A VITA La riforma introduce il tetto massimo di 5 senatori a vita in carica di nomina del Presidente della Repubblica. La modifica prevede espressamente che il numero di cinque senatori a vita nominati per alti meriti dal Presidente della Repubblica sia numero massimo riferito alla permanenza in carica. La modifica di fatto scioglie il ‘nodo interpretativo’ postosi per i senatori a vita riguardo al vigente articolo 59 della Costituzione, cioe’ se il numero di cinque senatori di nomina presidenziale sia un ‘numero chiuso’ (quindi non possano esservi nel complesso piu’ di 5 senatori di nomina presidenziale), ovvero se ciascun Presidente della Repubblica possa nominarne cinque durante il suo settennato. Questa seconda interpretazione e’ stata seguita solo da due Presidenti della Repubblica, Pertini e Cossiga.

ENTRATA IN VIGORE La riforma si applica a decorrere dalla data del primo scioglimento o della prima cessazione delle Camere successiva alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale e comunque non prima che siano decorsi sessanta giorni dalla predetta data di entrata in vigore.