Salvini giura guerra a negozietti cannabis light: Su droga pronto a rompere

Archiviato il caso Siri, Matteo Salvini sveste i panni del segretario della Lega, torna a vestire quelli del ministro dell’Interno e apre subito un’altra faglia nel governo: la lotta senza frontiere alle droghe, anche quelle leggere. Promette di chiudere tutti i negozi di cannabis legale e di vietare le manifestazioni legate alla marjiuana, con ogni mezzo che ha a disposizione. Appare determinato: “Su altro non litigo con gli amici della maggioranza, su questo sì”, giura. Il riferimento non è solo alle liti sul sottosegretario del Carroccio, ma anche alla richiesta fatta agli alleati di governo di abbandonare qualunque progetto di liberalizzazione. Il leader della Lega va pure oltre dicendosi disposto anche a “mandare a casa” l’esecutivo su questo tema. Pronta la replica di Luigi Di Maio: “Siamo tutti contro la droga ma basta minacciare il governo. Basta. Gli italiani non ne possono più”. Il ‘Capitano’ non ha dubbi: “La droga è un’emergenza nazionale de-vas-tan-te”, dice scandendo le sillabe. In Italia ci sono più di 600 punti vendita che propongono filtri per tisane, semi di canapa, bevande energetiche, torte, ma anche bustine di marjiuana ‘legale’, con un valore bassissimo di thc, sostanza psicotropa. Il vicepremier fa sapere di aver dato indicazione a tutti i responsabili delle forze dell’ordine di controllarli uno per uno, con l’obiettivo di chiuderli. Identico approccio assicura che verrà adottato per tutte le ‘feste delle canne’ d’Italia. Chiederà che vengano vietate: “Lo Stato spacciatore non è lo Stato di cui faccio il ministro”, ripete ormai come un mantra. Però tranquillizza: l’obiettivo non è punire i consumatori, ma gli spacciatori, per i quali chiede galera certa se colti in flagranza di reato.Non sono d’accordo i Radicali, secondo i quali Salvini punterebbe invece proprio a colpire chi fa uso di queste sostanze e non chi le vende. I negozi di cannabis light, ricordano la segretaria e la tesoriera dei Radicali Italiani Silvja Manzi e Antonella Soldo, sono esercizi commerciali legali, pagano le tasse e danno lavoro a migliaia di persone. La guerra alla droga, invece, si fa puntando ai pesci grandi, alla camorra, alla ‘ndrangheta e alla mafia: “Il ministro dell’Interno segue il copione per cui il proibizionismo punta al basso: ai consumatori. E lascia liberi i narcotrafficanti”.