Settimana politica: dal Def alle Europee guardando alla Libia

Le audizioni sul Documento di economia e finanza, la crisi in Libia e il voto per le europee. Saranno questi gli argomenti principali della settimana politica che sta per iniziare. Sul Def, atteso nell’Aula di Montecitorio per giovedi’ prossimo, le commissioni Bilancio della Camera e del Senato svolgeranno tre giorni di audizioni. Da domani saranno sentiti tra gli altri i sindacati, i rappresentanti di Confindustria, le associazioni dei sindaci e dei presidenti di Regione, i vertici del Cnel, dell’Istat e di Bankitalia, dell’Ufficio parlamentare di bilancio e della Corte dei Conti. Mercoledi’ sara’ infine il turno del ministro dell’Economia, Giovanni Tria. Le opposizioni hanno gia’ annunciato battaglia su un eventuale aumento dell’Iva. Le rassicurazioni del governo per ora non sono bastate ai partiti della minoranza parlamentare. Luigi Di Maio ha confermato che “non ci sara’ alcun aumento”, ma per il segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti, il rincaro e’ ormai certo. Sul fronte opposto anche la presidente di FdI Giorgia Meloni boccia il provvedimento varato dal governo. Un incremento dell’imposta, prevede, porterebbe “alla fine dei consumi degli italiani”. La situazione in Libia sara’ un altro tema caldo della settimana. In attesa degli sviluppi sul campo, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, rivendica per l’Italia il ruolo di “facilitatore per il processo di stabilizzazione e pacificazione dell’intero territorio” e mette in guardia dai rischi di una crisi umanitaria che il Paese – assicura – saprebbe comunque affrontare. Il vice premier Salvini auspica invece che tutti i Paesi occidentali “lavorino perche’ le cose non peggiorino” e che “non ci sia qualcuno che, come in passato, giochi alla guerra per motivi economici”. Esplicito riferimento alla Francia. A meno di un mese e mezzo dal voto del 26 maggio e dopo la presentazione dei simboli, entra infine nel vivo la campagna elettorale per le elezioni europee. Il Movimento 5 stelle ha presentato le sue cinque capolista, mentre il Pd rilancia con la lista unitaria contro i sovranisti.