Governo, tensioni Lega-M5S: sciogliere nodo dl Crescita

Camera e Senato chiudono i battenti per le festivita’ pasquali e il ponte del 25 Aprile. Non sono infatti previste sedute dell’Aula ne’ convocazioni delle commissioni. I lavori parlamentari riprenderanno lunedi’ 29 aprile. Nessuna pausa invece per il governo: anche se la convocazione non e’ ancora ufficiale, il Consiglio dei ministri si riunira’ martedi’ pomeriggio con all’ordine del giorno il decreto Crescita. Varato i primi di aprile ma con la formula ‘salvo intese’, il provvedimento torna sul tavolo del Cdm e, questa volta, per essere licenziato in via definitiva, con all’interno – salvo nuovi stop – anche le norme a tutela dei risparmiatori truffati, misure che erano invece state ‘stralciate’ dal testo in occasione del primo si’ del Cdm al provvedimento. A ‘suggerire’ un nuovo passaggio in Consiglio dei ministri del decreto Crescita e’ stato il Capo dello Stato, cosi’ per lo Sblocca cantieri – approvato in forma definitiva dalla riunione del governo che si e’ svolta giovedi’ scorso a Reggio Calabria – essendo trascorso troppo tempo dal primo ok. Un consiglio, come ha rivelato lo stesso premier, rivolto da Mattarella a Conte nel corso dell’ultimo incontro al Quirinale. Il via libera del decreto, tuttavia, e’ preceduto e accompagnato da nuove tensioni interne alla maggioranza giallo-verde, tensioni ‘aggravate’ da un lato dall’ultima inchiesta che ha coinvolto il sottosegretario leghista Armando Siri, dall’altro dalla diffusione di conversazioni telefoniche tra la sindaca di Roma Virginia Raggi e l’ex ad di Ama. Due diverse vicende che, pero’, hanno fatto da detonatore innalzando il livello di scontro, con tanto di avvertimenti tra alleati su possibili crisi. E cosi’, se i 5 stelle – dopo la revoca delle deleghe a Siri da parte del ministro Danilo Toninelli – hanno a piu’ voce chiesto al sottosegretario di fare un passo indietro dal governo, la Lega ha replicato con la richiesta di dimissioni della prima cittadina della Capitale. Una tensione tra i due vicepremier Di Maio e Salvini che rischia di avere ripercussioni proprio sul decreto Crescita, non solo per quel che riguarda la norma relativa ai rimborsi per i risparmiatori truffati, ma anche per la parte relativa al cosiddetto ‘Salva-Roma’, ovvero le norme che vanno a ‘sostenere’ le casse della Capitale intervenendo sul debito storico. E’ proprio su queste norme che la Lega ha puntato il dito: non saranno nel decreto crescita, ha tuonato Salvini. Di tutt’altro avviso i 5 stelle e sara’ necessaria ancora una volta la mediazione del premier Conte. Infine, anche le celebrazioni per il 74mo anniversario della Liberazione rischiano di diventare occasione di nuove tensioni interne alla maggioranza di governo. Se infatti Matteo Salvini ha gia’ da giorni fatto sapere che non partecipera’ ad alcuna iniziativa “con fazzoletti rossi, fazzoletti verdi, neri, gialli e bianchi”, ma che sara’ “a Corleone per sostenere le forze dell’ordine nel cuore della Sicilia”, Di Maio ha invece garantito la sua presenza. “Io festeggero’ il 25 aprile perche’ e’ un giorno importante per la nostra storia”, ha detto. Chi non manchera’ di ricordare questo importante appuntamento e’ il Capo dello Stato, che giovedi’ mattina alle 9 deporra’ una corona d’alloro all’Altare della Patria per poi recarsi a Vittorio Veneto (ore 11,30).